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Agosto 2018 – Italia Oggi “Speciali TG Crollo ponte Genova”

Italia Oggi “Chesidice in viale dell’editoria”

di A. Secchi “Gli spettatori degli speciali sul crollo del ponte a Genova” 14-15-16 agosto 2018
Sono stati oltre 2 milioni gli ascoltatori medi dello speciale Tg1 in prima serata seguito sul crollo del ponte di Genova. Gli approfondimenti del telegiornale di Rai1 sono stati i più seguiti, con un 15,27% di share, secondo l’elaborazione dello Studio Barometro su dati Auditel riguardanti gli ascolti medi degli speciali in prime time nei tre giorni seguiti al crollo, dal 14 al 16 agosto. In Onda di La7 è stato invece visto da 996 mila spettatori in media, 6,49%. A seguire lo speciale del Tg2, con 987 mila spettatori e il 6,54% di share e quello del Tg4 (che ha segnato il debutto del neodirettore Gerardo Greco) con 520 mila spettatori e il 3,34%.

Novembre 2017 “Berlusconi-Costanzo, ascolti ok”

3 novembre 2017 – La Repubblica – di Aldo Fontanarosa.

Berlusconi-Costanzo (1), ascolti ok
L’INGRESSO di Mediaset in campagna elettorale – con l’intervista celebrativa di Maurizio Costanzo a Silvio Berlusconi ieri sera su Canale 5 – rappresenta un successo in termini ascolti.
Lo dice uno studio della società “Barometro” di Luigi Ricci. L’intervista a Berlusconi è stato il programma politico più visto in televisione tra quelli trasmessi in prima serata da settembre fino a ieri, sia pure con forti differenze di gradimento da regione a regione. L‘hanno seguita 8,71 italiani ogni 100 che erano davanti agli schermi.

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Settembre 2017 “La tv italiana in mani straniere”

24 settembre 2017 – La Repubblica – di Aldo Fontanarosa, Link all’articolo Clicca

CI scrive Luigi Ricci della società di monitoraggio sulla tv, “Barometro”:

credo sia la prima volta che tutte le produzioni della prima serata delle tre reti generaliste Rai – mi riferisco a giovedì 28 settembre – sono prodotte da società di produzione controllate da gruppi stranieri. Continua a leggere

Luglio 2017 “Bignardi e Rai 3, cronaca di un pari”

28 Luglio 2017 – La Repubblica “Bignardi e Rai3, cronaca di un pari”

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In difficoltà sul fronte dell’informazione; brava a scommettere su programmi nuovi come Sono innocente, che non hanno deluso; molto, molto Fazio dipendente.

Quella di Daria Bignardi a Rai3 è la cronaca di un pareggio. L’ormai ex direttrice non ha certo distrutto la Terza Rete, ma neanche l’ha rilanciata nei 18 mesi del suo mandato. Politics il suo più grande errore mentre #Cartabianca alla fine ha tenuto. Fabio Fazio e la Sciarelli le stelle più luccicanti.

Ecco alcuni dati di bilancio della Rai3 di Bignardi che si ricavano da un’analisi della società Barometro diretta da Luigi Ricci. Continua a leggere

Luglio 2017 – La Repubblica “I segreti Auditel sulla notte di Vasco”

3 luglio 2017 – La Repubblica “I segreti Auditel sulla notte di Vasco” di Aldo Fontanarosa

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Uno studio della società Barometro di Luigi Ricci fornisce molti elementi utili sul pubblico televisivo dell’artista di Zocca.

DIRETTORI di rete, manager della televisione e della musica, pubblicitari studiano in profondità i dati Auditel per capire le ragioni del successo di Vasco Rossi. Il suo concerto-evento del primo luglio – certo attesissimo – è andato forse al di là delle previsioni con il 36,14% di share. Ogni 100 persone che quella sera guardavano la tv, più di 36 si sono fermate su RaiUno e su Vasco.

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Aprile 2017 – Ansa “Davide Casaleggio a Otto e mezzo 1,37 milioni, share 5,5%”

Aprile 2017 – Ansa “Davide Casaleggio a Otto e mezzo 1,37 milioni, share 5,5%A dicembre con Cacciari 2,55 mln, share Renzi a settembre 9,35% link

E’ stata vista da 1,37 milioni di spettatori, pari al 5,56% di share, la puntata di Otto e mezzo di ieri sera che ha visto l’esordio in un talk televisivo di Davide Casaleggio. Secondo un’elaborazione di Barometro.com su fonti Auditel, quella di ieri è al 120esimo posto tra le puntate della trasmissione di La7, che ha in media uno share del 6%, andate in onda dal settembre dello scorso anno.

In cima agli ascolti per numero di spettatori c’è una puntata di dicembre con ospiti Massimo Cacciari, Antonio Padellaro e Matteo Richetti, vista da 2,55 milioni di persone per il 9,23% di share. La più seguita in termini di share (9,35%) è stata l’intervista a Matteo Renzi del 22 settembre, con 2,28 milioni di spettatori.

L’intervista – Riservato, “schivo come mio padre”, un po’ impacciato e un po’ infastidito per l’insistenza sui temi più politici, Davide Casaleggio ha affrontato la sua “prima” davanti ad una telecamera, ospite di Lilli Gruber su La7, con una previsione: “sarà molto raro rivedermi in Tv”. Ma l’occasione, il figlio del co-fondatore del Movimento, l’ha colta almeno per mettere alcuni puntini sulle “i”, per sfatare insistenze e critiche sul suo ruolo, sulle accuse di successione ‘dinastica’.

“Il capo politico del Movimento non sono io, è Grillo”, “il mio obiettivo non è sostituire mio padre”, così come la Casaleggio Associati non è il Movimento, casomai lo strumento che ha consentito la nascita del “sogno” M5s e che gli ha fornito lo strumento per la sua espressione in base ai principi della democrazia partecipata.

“Ad oggi è l’Associazione Rousseau che si occupa del M5s, la Casaleggio associati si occupa di strategie di rete ed ha donato al Movimento la piattaforma Rousseau che si occupa poi del blog 5 Stelle e di tutta la comunicazione”. Lui, invece, non si occupa di politica: “questo tema lo sto lasciando ad altri” dice dopo aver bocciato anche il gioco degli scacchi come parafrasi della lotta per il potere. “Il contesto degli scacchi in politica non ha senso: in politica non serve la tattica ma qualche ideale, qualche idea, qualche sogno”. Quello, ricorda, che aveva suo padre quando si è lanciato nella visionaria scommessa del M5s per “dare rappresentanza politica ad un’ampia fascia di cittadini che non l’aveva”. Radici che cercherà di far riemergere in occasione del convegno organizzato ad Ivrea, alla Olivetti dove iniziò a lavorare suo padre, questo sabato.

Dove si tornerà a parlare di futuro e di prefigurare una direzione a “questo difficile contesto italiano”. Non a caso anche il prossimo punto del programma elettorale che il Movimento si appresta a votare su Rousseau sarà, annuncia Casaleggio, proprio il lavoro. Quanto ai ruoli, concede con sollievo il compito di garante a Beppe Grillo, cosa che gli consente di salvaguardare il principio della democrazia diretta e partecipata. “In un Movimento aperto è necessario avere una figura che faccia da garante di tutto il Movimento. E’ giusto che il garante intervenga nei momenti in cui ritenga che le scelte prese possano recare danno al Movimento”. IL caso di Genova insegna, e lì, “Grillo ha esercitato una sua prerogativa”.

 

 

Febbraio 2017 – La Repubblica “Berlinguer batte Floris ai punti, ma dal Pd parte l’attacco alla Rai”

23 febbraio 2017 La Repubblica “Berlinguer batte Floris ai punti, ma dal Pd parte l’attacco alla Rai” di Aldo Fontanarosa

ROMA. L’esordio di #Cartabianca nella prima serata di Raitre non è dispiaciuto agli italiani. La trasmissione di Bianca Berlinguer, ospiti il grillino Di Maio e l’ex premier D’Alema, viene vista da un milione 260 mila persona (contra il milione 78 mila di Giovanni Floris su La7). Non è una vittoria netta. Anzi: La7 rivendica successo perché prende in esame solo la fascia oraria in cui i due programmi si sono sovrapposti (Floris è andato in onda per 52 minuti in più, fino quasi all’una di notte). L’Auditel dice che Bersani (su La7) ha toccato punte di 1,7 milioni di spettatori.  Dunque ha battuto D’Alema (RaiTre) che non ha mai superato il milione e 400 mila.  Berlinguer – rivela l’osservatorio Barometro – ha vinto tra le donne (5,4% di share), tra i laureati (9,4%), nel Contra Italia (8,2%). Ma è stata sconfitta da Floris in regioni più a sinistra come l’Emilia (4,9% alla Rai e 6,4% a La7). Fin qui il pubblico.

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