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Aprile 2017 – Ansa “Davide Casaleggio a Otto e mezzo 1,37 milioni, share 5,5%”

Aprile 2017 – Ansa “Davide Casaleggio a Otto e mezzo 1,37 milioni, share 5,5%A dicembre con Cacciari 2,55 mln, share Renzi a settembre 9,35% link

E’ stata vista da 1,37 milioni di spettatori, pari al 5,56% di share, la puntata di Otto e mezzo di ieri sera che ha visto l’esordio in un talk televisivo di Davide Casaleggio. Secondo un’elaborazione di Barometro.com su fonti Auditel, quella di ieri è al 120esimo posto tra le puntate della trasmissione di La7, che ha in media uno share del 6%, andate in onda dal settembre dello scorso anno.

In cima agli ascolti per numero di spettatori c’è una puntata di dicembre con ospiti Massimo Cacciari, Antonio Padellaro e Matteo Richetti, vista da 2,55 milioni di persone per il 9,23% di share. La più seguita in termini di share (9,35%) è stata l’intervista a Matteo Renzi del 22 settembre, con 2,28 milioni di spettatori.

L’intervista – Riservato, “schivo come mio padre”, un po’ impacciato e un po’ infastidito per l’insistenza sui temi più politici, Davide Casaleggio ha affrontato la sua “prima” davanti ad una telecamera, ospite di Lilli Gruber su La7, con una previsione: “sarà molto raro rivedermi in Tv”. Ma l’occasione, il figlio del co-fondatore del Movimento, l’ha colta almeno per mettere alcuni puntini sulle “i”, per sfatare insistenze e critiche sul suo ruolo, sulle accuse di successione ‘dinastica’.

“Il capo politico del Movimento non sono io, è Grillo”, “il mio obiettivo non è sostituire mio padre”, così come la Casaleggio Associati non è il Movimento, casomai lo strumento che ha consentito la nascita del “sogno” M5s e che gli ha fornito lo strumento per la sua espressione in base ai principi della democrazia partecipata.

“Ad oggi è l’Associazione Rousseau che si occupa del M5s, la Casaleggio associati si occupa di strategie di rete ed ha donato al Movimento la piattaforma Rousseau che si occupa poi del blog 5 Stelle e di tutta la comunicazione”. Lui, invece, non si occupa di politica: “questo tema lo sto lasciando ad altri” dice dopo aver bocciato anche il gioco degli scacchi come parafrasi della lotta per il potere. “Il contesto degli scacchi in politica non ha senso: in politica non serve la tattica ma qualche ideale, qualche idea, qualche sogno”. Quello, ricorda, che aveva suo padre quando si è lanciato nella visionaria scommessa del M5s per “dare rappresentanza politica ad un’ampia fascia di cittadini che non l’aveva”. Radici che cercherà di far riemergere in occasione del convegno organizzato ad Ivrea, alla Olivetti dove iniziò a lavorare suo padre, questo sabato.

Dove si tornerà a parlare di futuro e di prefigurare una direzione a “questo difficile contesto italiano”. Non a caso anche il prossimo punto del programma elettorale che il Movimento si appresta a votare su Rousseau sarà, annuncia Casaleggio, proprio il lavoro. Quanto ai ruoli, concede con sollievo il compito di garante a Beppe Grillo, cosa che gli consente di salvaguardare il principio della democrazia diretta e partecipata. “In un Movimento aperto è necessario avere una figura che faccia da garante di tutto il Movimento. E’ giusto che il garante intervenga nei momenti in cui ritenga che le scelte prese possano recare danno al Movimento”. IL caso di Genova insegna, e lì, “Grillo ha esercitato una sua prerogativa”.

 

 

Febbraio 2017 – La Repubblica “Berlinguer batte Floris ai punti, ma dal Pd parte l’attacco alla Rai”

23 febbraio 2017 La Repubblica “Berlinguer batte Floris ai punti, ma dal Pd parte l’attacco alla Rai” di Aldo Fontanarosa

ROMA. L’esordio di #Cartabianca nella prima serata di Raitre non è dispiaciuto agli italiani. La trasmissione di Bianca Berlinguer, ospiti il grillino Di Maio e l’ex premier D’Alema, viene vista da un milione 260 mila persona (contra il milione 78 mila di Giovanni Floris su La7). Non è una vittoria netta. Anzi: La7 rivendica successo perché prende in esame solo la fascia oraria in cui i due programmi si sono sovrapposti (Floris è andato in onda per 52 minuti in più, fino quasi all’una di notte). L’Auditel dice che Bersani (su La7) ha toccato punte di 1,7 milioni di spettatori.  Dunque ha battuto D’Alema (RaiTre) che non ha mai superato il milione e 400 mila.  Berlinguer – rivela l’osservatorio Barometro – ha vinto tra le donne (5,4% di share), tra i laureati (9,4%), nel Contra Italia (8,2%). Ma è stata sconfitta da Floris in regioni più a sinistra come l’Emilia (4,9% alla Rai e 6,4% a La7). Fin qui il pubblico.

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Dicembre 2016 – La7 vince il referendum. Ascolti record per la tivù di Urbano Cairo

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Anna Rotili –  Prima Comunicazione, 12 dicembre 2016 Il vincitore tv del Referendum è La 7 che nella settimana successiva al voto sulla Riforma costituzionale, quella dal 4 al 10 dicembre appena conclusa, ha fatto ascolti record. Nella settimana in cui Michele Santoro ospite alla Zanzara l’ha definita ironicamente la ‘Cnn all’amatriciana’ la rete di Urbano Cairo è quella che è crescita di più sia in prima serata (+circa 2 punti di share) sia sul totale giornata (+1,35 di share) rispetto alla settimana precedente. Ma c’è di più.  Continua a leggere

Novembre 2016 – Quanto costano e come rendono le grandi fiction Rai e Sky: da “I Medici” a “The Young Pope”

Studio Barometro su La Stampa del  26 novembre 2016

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Quanto costano e come rendono le grandi fiction Rai e Sky: dai “Medici” a “The young pope”

Di Paolo Festuccia

Sono tante e sempre di più. Attraversano generi e pubblici diversi. Costano molto ma rendono tanto. La fiction italiana è tornata di gran moda. Dall’autunno 2015 alla primavera del 2016 sono state trasmesse in prime time ben 22 serie televisive con un ascolto medio di circa 4 milioni e mezzo di share. Fuori dal computo, ovviamente, il successo dei «Medici» targato dal Lux Vide e «The Young Pope» di Sky. Ma al di là di queste ultime due produzioni internazionali il racconto italiano – come pure ha sottolineato recentemente il più importante giornale economico francese Les Echos – sta vivendo una grandissima stagione: in Italia ma soprattutto anche all’estero. Del resto basta citare i grandi successi di Gomorra e The Young Pope per scommettere che anche la saga dei «Medici» della Lux venduta già in mezzo mondo farà altrettanto.
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Ottobre 2016 – Sulla Rai la Lux Vide batte il calcio

Studio Barometro sul Sole 24 Ore

Ascolti – Report del centro studi Barometro: nel 2015-2016 (settembre-maggio) share al 25,8% per le serie e al 24,7% per le partite.

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Sabato 15 ottobre 2016 – di Andrea Biondi (Il Sole 24 Ore)

Le fiction della Lux Vide trasmesse su Rai 1 in prima serata nel biennio 2015-2016 (gennaio 2015-maggio 2016) hanno battuto anche il calcio: 6,6 milioni di spettatori di media e 25,8% di share per le serie prodotte dalla società di Matilde e Luca Bernabei contro i 6,5 milioni di spettatori di media (24,7% di share) per i match di club e Nazionale (dati aggiornati. al 31.05.2016). Continua a leggere

Maggio 2016 – La strana coppia di Degli Esposti e Luigi Ricci

La strana coppia Luigi Ricci e Carlo Degli Esposti

 

Prima Comunicazione di Anna Rotili

Il fenomeno ‘Montalbano’ Che la fiction andasse da Dio era scontato ma che, alla decima stagione e a quasi vent’anni dalla prima messa in onda, battesse il record di se stessa era poco prevedibile.

Eppure i due nuovi film del ‘Commissario Montalbano’, ‘Una faccenda delicata’ e ‘La piramide di fango’ andati in onda su Raiuno il 24 febbraio e il 7 marzo, hanno totalizzato il 40 e il 41% di share con quasi 11 milioni di spettatori, e il 14. Sono numeri che uguagliano Sanremo o una partita della Nazionale, tali da scoraggiare qualsiasi contro programmazione della concorrenza e sono numeri ancora una volta in crescita: i precedenti quattro film trasmessi nella primavera del 2013 si erano fermati a una media di 10 milioni di spettatori e 36% di share con l’ultimo episodio ‘Una lama di luce’ al 38,9%. Continua a leggere

Aprile 2016 – L’avanzata dei malvagi nelle serie tv

Sarzana e il discreto fascino del malvagio in TV

L’avanzata dei malvagi in tv; se ne è parlato  venerdì 8 aprile 2016 alla Rassegna sui media Salotto Sarzana. Luigi Ricci, direttore di Barometro, intervistato dal giornalista Andrea Camaiora, ha raccontato come nei ruoli centrali delle serie i ‘cattivi’ stiano sostituendosi ai ‘buoni’. Da Corrado Cattani, l’eroico commissario della Piovra, interpretato d Michele Placido a  lo spietato Tano Cariddi (Remo Girone). Mentre nella serie di Sky i protagonisti sono tutti cattivi, da Ciro Di Marzo a Genny Savastano, da Imma Savastano a Scianel, la iena di potere, nuova cattiva in arrivo su Gomorra 2.

Link alla Rassegna stampa Il Salotto di Sarzana tra informazione e arte

Marzo 2016 – Il futuro della Rai è adesso

Prima Comunicazione di Marzo 2016: Servizio di copertina – Il  futuro è adesso.

Campo Dall'orto Prima ComunicazioneNon c’è un minuto da perdere per traghettare la Rai nel nuovo  mondo, avverte Campo Dall’Orto. Ecco le donne e gli uomini chiave e i problemi che dovranno risolvere.
Dichiarazione di Luigi Ricci “Il problema è ce Raitre a differenza di Raiuno e Raidue non ha più un brand riconoscibile e non riconosce il suo pubblico. Una rete che va avanti con o sguardo rivolto indietro, che rimpiange il crollo del muro di Berlino e l’uscita di scena di Berlusconi che ha costituito un grande collante per i suoi avversari. I maggiori ascolti vengono totalizzati da “Chi l’ha visto?”, programma di trent’anni fa seguito da un pubblico femminile di età molto avanzata. Ci sono poi il salotto intellettuale di Fazio, le inchieste della Gabanelli e poco altro, tutti prodotti che, del resto, risalgono al periodo di Ruffini. Andrea Vianello (ex direttore di Raitre: ndr.) ha tentato di fare cose nuove in prima serata e ha cambiato qualche conduttore, ma senza successo”.

Febbraio 2016 – 2015 un anno di fiction tv

‘2015, l’anno della fiction riscaldata’

Prima comunicazione febbraio 2016
Di Anna Rotili per Prima Comunicazione di Gennaio/Febbraio 2016
Una stagione all’insegna della tradizione, povera di novità e vivacità. Raiuno mantiene la leadership, anche se la share cala, mentre Canale 5 punta sugli spagnoli. E lo streaming? Per adesso resta al palo.
Prima di Natale il New York Times ha pubblicato un articolo dal titolo molto significativo, ‘Streaming tv isn’t just a new way to watch. It’s a new genre’ (lo streaming non è un nuovo modo di guardare. È un nuovo genere) nel quale si racconta come stia cambiando la modalità di fruizione con l’arrivo delle corazzate streaming di Netflix e di Amazon che sono anche produttori di serie e film. L’ormai tanto celebrato ‘binge watching’, la possibilità di vedere tutti gli episodi di una serie in una volta sola, che sta mettendo in crisi i giganti pay via cavo, non è soltanto una nuova moda di consumo, ma sta cambiando anche l’estetica, la modalità di costruzione e la promozione delle serie televisive. In Italia non sembra che per ora il mercato televisivo stia andando così.
È vero che anche da noi c’è un pubblico per lo più giovanile di smanettoni pronti a imbarcarsi verso ogni nuova tendenza, ma i dati sembrano suggerire che il grande corpaccione generalista, nonostante la proliferazione dei canali tematici, è restio al cambiamento delle proprie abitudini televisive. E sicuramente queste nuove consuetudini hanno bisogno di un po’ di tempo per affermarsi in un sistema come il nostro molto più ingessato che in altri Paesi e con un’offerta free sterminata Se c’è del fuoco sotto la cenere prima o poi si vedrà il fumo, ma per ora non ci sono segnali di incendi.
Nell’anno di Netflix, che ha debuttato in ottobre non solo non ci sono stati i grandi sconvolgimenti annunciati, ma a dispetto delle tante profezie sulla fine della tivù generalista, nulla è cambiato e tutto è rimasto tale e quale a prima. Lo dicono i dati Auditel del 2015 elaborati dall’istituto Barometro, una lettura dell’anno televisivo andato in onda che rileva come gli spostamenti di ascolto da un anno all’altro per tutti i canali, generalisti e tematici, siano stati minimi. Continua a leggere