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Luglio 2017 “Bignardi e Rai 3, cronaca di un pari”

28 Luglio 2017 – La Repubblica “Bignardi e Rai3, cronaca di un pari”

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In difficoltà sul fronte dell’informazione; brava a scommettere su programmi nuovi come Sono innocente, che non hanno deluso; molto, molto Fazio dipendente.

Quella di Daria Bignardi a Rai3 è la cronaca di un pareggio. L’ormai ex direttrice non ha certo distrutto la Terza Rete, ma neanche l’ha rilanciata nei 18 mesi del suo mandato. Politics il suo più grande errore mentre #Cartabianca alla fine ha tenuto. Fabio Fazio e la Sciarelli le stelle più luccicanti.

Ecco alcuni dati di bilancio della Rai3 di Bignardi che si ricavano da un’analisi della società Barometro diretta da Luigi Ricci. Continua a leggere

Luglio 2017 – La Repubblica “I segreti Auditel sulla notte di Vasco”

3 luglio 2017 – La Repubblica “I segreti Auditel sulla notte di Vasco” di Aldo Fontanarosa

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Uno studio della società Barometro di Luigi Ricci fornisce molti elementi utili sul pubblico televisivo dell’artista di Zocca.

DIRETTORI di rete, manager della televisione e della musica, pubblicitari studiano in profondità i dati Auditel per capire le ragioni del successo di Vasco Rossi. Il suo concerto-evento del primo luglio – certo attesissimo – è andato forse al di là delle previsioni con il 36,14% di share. Ogni 100 persone che quella sera guardavano la tv, più di 36 si sono fermate su RaiUno e su Vasco.

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Marzo 2014 – Annuario 2014 della Fiction Italiana

L’Annuario della Fiction Italiana, in onda in TV dal 1994 al 2014, è uno strumento di straordinaria utilità per chi lavora nel settore della fiction televisiva. Quest’anno ha raggiunto 20 mila riferimenti: titoli, audience/share, generi, date e reti di messe in onda, attori, sceneggiatori compositori, registi e case di produzione. Utile per il lavoro di produzione televisiva, indispensabile per i produttori, registi e casting director.

L’Annuario della Fiction Italiana da 10 anni è considerato dagli addetti ai lavori come uno dei principali strumenti professionali del settore. L’Annuario della Fiction Italiana è disponibile anche in versione digitale, oltreché cartacea. l’Annuario si compone di sei volumi (titoli, attori, registi, sceneggiatori, compositori e case di produzione) classificati per ascolto e share di ciascun titolo. Nell’acquisto dell’Annuario della Fiction Italiana 2013 è inclusa una copia in formato Pdf, consultabile sul PC.

Demo – Annuario Fiction

Per informazioni sui costi e le modalità per ricevere l’Annuario o i singoli volumi, scrivere a marketing@barometro.com

Marzo 2014 – La Repubblica: Barometro “Renzi sfonda in TV”

Articolo a firma di Aldo Fontanarosa, uno dei responsabili dell’Economia di Repubblica.

Non è ancora chiaro se Matteo Renzi riuscirà a mantenere tutti gli impegni presi. Certo, gli italiani lo seguono con curiosità, con timida speranza. E sono soprattutto in tanti. Uno studio della società “Barometro” descrive i primati del Renzi televisivo.

“Porta a Porta”, prima rete Rai, giovedì notte. Renzi ottiene il 25,1% di share. Un italiano su 4, di quelli che erano davanti a un televisore, sceglie lui. E’ il risultato più alto delle ultime 90 puntate del programma di Vespa.

L’età media del pubblico è di 56 anni. Alta (siamo sulla tradizionale RaiUno), ma è pur sempre la più bassa delle ultime 90 puntate. Tre anni meno della media della rete. Tanti laureati, tanti telespettatori tra i benestanti abbonati di Sky (il 22,47% del totale), tanti giovani sotto i 34 anni. Seguito altissimo in Abruzzo, Lazio, Sardegna, tutto sommato anche nella sua Toscana.

Il pubblico è distribuito in modo equilibrato fra tutte le aree del Paese, con qualche cedimento solo nello scettico Nord-Est. Spiega Luigi Ricci, numero 1 di Barometro: “Qualcuno dirà, semplificando, che Vespa trova il nuovo Berlusconi. Ma non sarebbe del tutto corretto”.

“Berlusconi è l’uomo della televisione, il suo habitat naturale; Renzi è un comunicatore 2.0. Lui dice una cosa in TV e la sua squadra già la rilancia in Internet. Il messaggio viene propagato in modo virale e capillare”.

“Il Cavaliere è simpatico e seducente, Renzi impressiona per i suoi riflessi. E’ in campagna elettorale da oltre 10 anni – tra Provincia di Firenze e primarie del Pd – dunque ha una notevole reattività”.

“Renzi ha energia. Nell’autentica maratona televisiva di Vespa, quando scocca l’1 e 36 minuti della notte. lui tiene lo share quasi al 30 per cento. Il fiato e la tenuta, insomma, ci sono. E forse anche dell’altro…”.

Febbraio 2014 – Prima Comunicazione

La fiction carburante sicuro. Delle trenta serate top della tivù generalista nel 2013 nove sono di fiction. di Anna Rotili per Prima Comunicazione.

Link all’articolo di Prima Comunicazione in pdf 

C’è chi da anni le intona le campane a morto, chi proprio non la vuole nemmeno guardare, chi la bersaglia di critiche feroci, eppure anche nell’anno che si è appena concluso la fiction resta il carburante dei palinsesti e un argine alla fuga di spettatori dalle reti generaliste.

Dal ripasso dell’anno televisivo 2013 che siamo in grado di fare grazie alle elaborazioni dell’Istituto Barometro di Luigi Ricci il fatto emerge con chiarezza lampante. Basta considerare che delle trenta serate top della tivù generalista nel 2013 nove sono di fiction: le due puntate di ‘Volare’, i quattro ultimi film di ‘Montalbano’ e tre ‘Montalbano’ in replica che condividono il Pantheon con Sanremo, il calcio, ‘Italian got talent’, ‘4 Marzo’ – il concerto live in memoria di Lucio Dalla – e, non ultimo, la celeberrima puntata di ‘Servizio Pubblico’ con la spolverata di Berlusconi alla sedia di Travaglio.

Tuttavia non è il caso di far festa. Con una drastica riduzione di prime visioni anche la fiction ha pagato un duro prezzo alla spending review sui palinsesti fatta da Rai e da Mediaset, sempre in affanno sui conti per il perdurante calo dei ricavi pubblicitari. Complessivamente, sulle due ammiraglie, il volume delle serie, miniserie e tv movie di prima emissione si è quasi dimezzato rispetto all’anno precedente. Su Raiuno si contano 95 collocazioni contro le 123 trasmesse nel 2012, Canale 5 si è fermata a 64 contro 91.

Nonostante la flessione delle quantità non è venuto meno il gradimento. Uber alles Raiuno, dove il prodotto italiano è stato mediamente visto da 5 milioni 669mila spettatori per una share del 21% guadagnando sull’anno precedente circa 300mila teste e un punto secco di share. Un grande risultato, tanto più che la rete non è riuscita a frenare la lenta erosione degli ascolti ed è scivolata al 19,5%, perdendo lo 0,7% sull’anno precedente.

Su Canale 5 la fiction ha tenuto. Con un ascolto medio di 4 milioni 433mila e una share del 17,2%, il prodotto Mediaset si è attestato sostanzialmente sugli stessi valori del 2012 mentre la media di rete è scesa al 14,7%, con un calo dello 0,5%. Anche se in svantaggio su Raiuno in valori assoluti la fiction del Biscione raggiunge però risultati più alti della concorrenza sul pubblico 15-64, il cosiddetto ‘target commerciale’ su cui Publitalia costruisce le sue strategie di commercializzazione.

Ma il trend dell’anno è stato l’uso intensivo e soddisfacente delle repliche di serie e miniserie anche in piena stagione a compensazione del calo delle primizie. E chiaro che si è puntato a risparmiare dato che le repliche sono a costo zero per i broadcaster e che al solo ‘Montalbano’ viene riconosciuto un bonus di re-run.

Su Raiuno hanno occupato fino a 77 serate catturando un ascolto medio di oltre 4 milioni 300mila e il 18% di share. L’esito, infatti, se vogliamo far raffronti con gli altri generi, non è così lontano da quello dell’intrattenimento (-400mila spettatori) ed è nettamente superiore a quello dei film che, in controtendenza col passato, sono stati maggiormente utilizzati da Raiuno ma con share mediamente insufficienti (14,7% i film in prima visione free, 16,6% le repliche). Nel 2012 le serate erano state 24 e l’ascolto si era fermato a quasi 3 milioni 700mila spettatori.

Dall’inizio dell’estate scorsa le riprese di ‘Montalbano’ hanno tenuto banco fino a tutta la prima fase della garanzia d’autunno, talvolta raddoppiando la collocazione, molto spesso vincitrici della serata, con 21 collocazioni al 24%. L’altro campionissimo si è rivelato ‘Don Matteo’, che rimesso in pista all’inizio dell’anno con una vecchia stagione ha collezionato otto serate al 20,2%. E nella hit parade si piazzano pure gli altri due seriali Lux Vide: ‘Che Dio ci aiuti’ al 18% e ‘Un passo dal cielo’ al 15,8%, ma anche diverse miniserie hanno dimostrato di non passare di moda.

Più che sulla fiction già vista (22 serate come nel 2012) Canale 5 per contenere i costi ha puntato sui film e sulle soap. Il cinema è andato à gogò sulla rete: 37 film in prima free e 90 repliche che il pubblico tuttavia continua a non gradire (12,7% i titoli nuovi, 11,5% i titoli di library). Né è andata troppo meglio con le soap pomeridiane portate in prima serata cucendo insieme cinque episodi. Scesa al 10%, ‘Centovetrine’ è stata riportata nel suo alveo pomeridiano. Più riuscito invece l’esperimento con la soap spagnola ‘II segreto’ che, dopo aver galvanizzato il pomeriggio dell’ammiraglia, a metà novembre è approdata in primetime attestandosi al 14,7% di share.

Quali invece sono stati i filoni, i formati, le tendenze del 2013? Soppesando prodotti e performance Luigi Ricci, patron di Barometro, osserva che “si è vista una modesta capacità di innovazione soprattutto nell’ottica della commercializzazione sui mercati internazionali. La fiction funziona ma resta domestica. All’estero invece si punta su formati che possono essere venduti in vari Paesi: la compravendita di format sta diventando un business globale. Noi rischiamo di perdere questo treno”.

Quanto a quel che funziona nella cucina generalista, “su Raiuno”, prosegue Ricci, “funzionano i cavalli di battaglia come ‘Montalbano’ che sono blockbuster anche in replica e non danno problemi le miniserie. Le più seguite, ‘Volare’, ‘Olivetti’, ‘Trilussa’, sono tutte biografie, un filone che dimostra di avere potenzialità. Ai papi e ai santi si sono sostituiti personaggi di varia umanità, ma fossi la Rai farei subito la fiction sul giovane Bergoglio. Più traballante è la serialità. Tra i sequel abbiamo avuto alcune riconferme positive ma anche diverse défaillance. Poche le nuove serie e tutte sotto la media del genere”.

Sulla serialità, “anche se non tutte le ciambelle sono riuscite col buco, se la cava meglio Canale 5 che vince col drammone sentimentale, il feuilleton e la mafia story. Dei nove titoli proposti dall’ammiraglia Mediaset, solo due sono miniserie: ‘Ultimo’ che è l’ascolto più alto della rete e ‘Donne in gioco’ che è il record negativo della stagione”.

‘Volare – La grande storia di Domenico Modugno’, raccontando i primi passi nello spettacolo fino al successo del più popolare cantautore italiano, ha letteralmente stregato il pubblico di Raiuno (10 milioni 685mila spettatori e il 39,4% di share). A pieno titolo la produttrice Elide Meli della Cosmo si è meritata il diritto al sequel che è in via di realizzazione. Secondo per un soffio ‘Montalbano’ – i nuovi quattro film della premiata ditta Palomar – che ha regalato alla Rai l’ascolto più clamoroso di sempre (10 milioni 130mila, 35,9%). In terza posizione si piazza ‘Ultimo – L’occhio del falco’, unico titolo Mediaset nelle prime diciotto caselle della classifica. La Taodue di Pietro Valsecchi, reduce dallo strepitoso exploit di Checco Zalone nelle sale, ha dovuto riesumare il vecchio capitano interpretato da Raoul Bova per centrare un successo a tutto tondo in tivù (6 milioni 772mila, 23,6%).

La Rai si è imposta anche con alcune miniserie: i due biopic `Trilussa – Storia d’amore e di poesia’, un bozzetto della vita del poeta romano interpretato da Michele Placido e targato Titanus (6 milioni 400mila, 22,8%), e, risalendo nel tempo, ‘Adriano Olivetti – La forza di un sogno’ della Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, con Luca Zingaretti nel ruolo del visionario imprenditore della Lettera 22 (6 milioni 231mila, 23,8%). Quindi, il remake del film di Luigi Magni sulla Roma papalina del 1864, ‘L’ultimo Papa re’, con Gigi Proietti nel ruolo che era stato di Nino Manfredi, prodotto dalla Dauphine di Roberta Manfredi (6 milioni 254mila, 21,5%).

Un pizzico di delusione .ha suscitato ‘Anna Karenina’ della Lux Vide, una mega produzione internazionale molto sfarzosa che, ha avuto il limite di raccontare il romanzo di Tolstoj come fosse un feuilleton (5 milioni 419mila spettatori, 19,9%). Se l’è cavata la commedia realistica di Alto Verbano ‘Casa e bottega’ (5 milioni 290mila, 20,2%), in cui Renato Pozzetto e Nino Frassica affrontano con tratto leggero il dramma della crisi economica, e, se raggiungono appena la sufficienza ‘Barabba’, coprodotta dalla Leone Cinematografica con un partner americano (5 milioni 278mila, 18,5%), e ‘Altri tempi’ della 11 Marzo Film sulla chiusura dei bordelli al tempo della Merlin, curata nelle ambientazioni ma irrealistica nella drammatizzazione (5 milioni 252mila, 20,8%), scivola ‘K2 – La montagna degli italiani’ della Red Film che pasticcia con la controversa scalata italiana alla vetta più alta del mondo (4 milioni 688mila, 16,7%).

Per la serialità la Rai ha rimesso in pista le vecchie glorie e poche novità. Hanno confermato le pro-messe ‘Che Dio ci aiuti’, altra macchina acchiappa ascolti della Lux Vide (6 milioni 754mila, 24,2%) e il longevo ‘Un medico in famiglia’ (6 milioni 84mila 23,14%). Si sono meritate il successivo sequel anche ‘Una grande famiglia 2’ della Cross Productions (5 milioni 440mila, 20,9%) pur in ribasso sulla prima stagione, e l’immarcescibile ‘Provaci ancora prof! 5’ della Endemol (5 milioni 281mila, 21,2%), mentre sono state fiacche le performance di ‘Un caso di coscienza 5’ della Red Film, ‘Rossella 2’ di Cattleya e ‘Paura d’amare 2’ della Titania Produzioni. Poco convincenti le poche novità, il melò in conservatorio ‘Tutta la musica del cuore’ della Casanova Multimedia, ‘Rosso San Valentino’, altra supersoap Endemol, e il thriller ecologico ‘L’isola’ della Palomar.

In casa Canale 5, oltre al succitato ‘Ultimo’, sono andate in onda tutte le serie su mafia e camorra caratteristiche della rete. Si sono viste sia quelle in abiti moderni prodotte da Valsecchi sia quelle ‘vintage’ prodotte da Alberto Tarallo della Ares. Alla scuderia Taodue appartengono ‘Squadra antimafia’, che con 4 milioni 823mila di ascolto medio ha riconfermato alla quinta stagione la sua solidità narrativa, e il debuttante ‘Clan dei camorristi’ (4 milioni 440mila). Ancora meglio le due novità della Ares, ‘Baciamo le mani – Palermo-New York 1958’ con Virna Lisi e Sabrina Ferilli, e ‘Pupetta – Il coraggio e la passione’ con Manuela Arcuri, che sfiorano i 5 milioni di spettatori.

Altro plus dell’offerta commerciale sono state la supersoap ‘Le tre rose di Eva’ della Endemol (4 milioni 744mila), e il melò sportivo ‘Come un delfino’ della Sanmarco di Bova, che serializzato in quattro puntate ha perso molto smalto rispetto alla originaria miniserie (4 milioni 220mila), mentre ha ceduto nella prima stagione il sequel di ‘Benvenuti a tavola’ della Taodue nonostante i beniamini Fabrizio Bentivoglio e Giorgio Tirabassi (3 milioni 488mila, 13,4%).

Un caso del tutto a parte e sul quale vale la pena di stendere un pietoso velo è l’esordio produttivo e registico dell’attrice Michelle Bonev che ha affondato Canale 5: ‘Donne in gioco’ ha totalizzato 2 milioni 452mila spettatori.

Questo dunque è quanto passa lo statico convento di casa nostra, rinchiuso nel suo cortile, ma basta allungare appena un po’ lo sguardo fuori per accorgersi che il business di fare e vendere storie è un laboratorio in grande fermento.

http://www.cineconomy.com/2010/ita/news.php?news=4330

http://www.tvzoom.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10477:la-fiction-carburante-sicuro&catid=30:home&Itemid=40

Gennaio 2014 – Barometro Profile

Barometro opera nel settore del media business analyst. La società è riuscita nel corso degli anni ad aggiornarsi continuamente, consolidandosi nei media tradizionali e rafforzando le proprie competenze nel monitoraggio dei media digitali in continua evoluzione.

 

Barometro è il partner per attività di consulenza relativa ad Analisi, gestione ed interpretazione di dati, Progettazione database CRM per profilazione targeting, segmentazione della clientele e analisi per i big data.

Barometro è partner italiano di Nielsen Media Research per TAM (Television Audience Mesurement), expertise nelle piattaforme di data analisi AQX (Measurement Adv Spending), Creative Dynamix (Digital Marketing Campaign), Websites Stats (SiteCensus, Facebook Analytics e Google Analytics) e Crm Integrator.

Gennaio 2014 – La Repubblica – Il discorso del Presidente

La Repubblica del 2 gennaio 2014, pagina 10, “Boomerang del tele-boicottaggio, Napolitano guadagna audience” di Silvio Buzzanca

Anche quest’anno La Repubblica pubblica nel primo numero di Gennaio le analisi di Barometro; lo scorso anno “Effetto crisi: oltre 17 milioni, mai così tanti dal 1994″,
quest’anno sugli ascolti dell’8° Messaggio di fine anno del Presidente Giorgio Napolitano.

Ottobre 2013 – Prima Comunicazione “Se la fiction non è cult non va bene per Sky”

Prima Comunicazione di Luigi Ricci

Con la messa in onda nell’aprile 2007 su Fox della prima serie “Boris”, ideata da Luca Manzi, si è rotto di fatto il duopolio Rai-Mediaset nella produzione della fiction tivù. Sky ha apportato nel settore della serialità alcune significative novità sul piano produttivo, di scrittura, ma anche di marketing rispetto alla tradizionale serialità incline a tratteggiare la realtà edulcorata e buonista della Rai, a cui si è uniformata anche Mediaset. Scorrendo i titoli prodotti da Sky in questi anni – da “Moana” a “Faccia d’angelo”, da “Romanzo Criminale” a “Il mostro di Firenze”, per arrivare a “Gomorra” – si comprende come lo scenario della fiction nazionale si è arricchito di nuove storie la cui fruizione è riservata ai soli abbonati Sky. La linea editoriale di Sky nella produzione di fiction, reparto diretto da Nils Hartmann, ha adottato la stratega della capogruppo News Corp che predilige i prodotti cosiddetti “lunghi”: titoli, cioè, estratti da successi editoriali di altre piattaforme, editoria, fumetti, cinema e videogame. Così come la prima serie in assoluto prodotta da Sky, “Quo vadis, baby?” tratta dall’omonimo romanzo noir di Grazia Verasani sulle avventure della detective Giorgia Cantini, prodotto dalla Colorado Film di Maurizio Totti. Dapprima Gabriele Salvatores ha diretto il film, uscito nelle sale nel 2005, e dal successo cinematografico ne è nata una serie, in sei episodi trasmessa nel 2008 diretta da Guido Chiesa. “Quo vadis, baby?” ha raggiunto su sky Cinema 1 e Sky Cinema +1 un totale di 600 mila ascoltatori unici per puntata. Stessa prassi per “Romanzo Criminale”, tratto dall’omonimo libro di Giancarlo De Cataldo, ispirato alle vicende della banda della Magliana, divenuto prima un successo cinematografico con la regia di Michele Placido e la sceneggiatura di Stefano Rulli e Sandro Petraglia, e di seguito la serie Tivù, prodotta da Cattleya di Riccardo Tozzi, che aveva prodotto il film e diretta da Stefano Sollima. “Romanzo Criminale” andato in onda per due stagioni, 2008 e 2010 (22 episodi della durata di 55 minuti), nella seconda stagione gli ascolti hanno continuato a salire: dopo 369 mila spettatori medi dei primi due episodi, la puntata conclusiva delle imprese del Freddo e del Dandi si è conclusa con un ascolto di 514.324 spettatori unici su Sky Cinema e Sky Cinema +1; con una permanenza del 69%, che denota un’elevata fedeltà al programma. e ha avuto una sorprendente accoglienza anche nella distribuzione internazionale, visto che è stata venduta in 56 Paesi.

Il successo di “Romanzo Criminale” ha indotto la linea editoriale di Sky a prediligere quei soggetti capaci di guadagnarsi una distribuzione internazionale rilevante, e al tempo stesso conseguire su Sky un risultato di audience in linea con quanto raggiungono in prima visione su Sky Cinema 1 i blockbuster cinematografici.

Sollima è stato richiamato dalla coproduzione Cattleya – Fandango per dirigere alcuni episodi e come supervisore della trasposizione televisiva di “Gomorra”, bestseller di Roberto Saviano, che ha già avuto una traduzione cinematografica diretta da Matteo Garrone. 12 episodi da 50 minuti, Gomorra, dopo il primo passaggio nel 2014 su Sky Cinema 1 andrà in onda in chiaro su La7.

Sky nel 2013 ha trasmesso la prima edizione italiana di “In Treatment”, cult già trasmesso su Sky nella versione americana della rete via cavo HBO. La serie diretta da Saverio Costanzo e prodotta da Wild Side ha visto Sergio Castellitto, al posto di Gabriel Byrne nel ruolo dello psicologo protagonista.

In autunno, inizialmente annunciata a maggio, va in onda la fiction in due puntate “I delitti del BarLume”, diretta da Eugenio Cappuccio; tratta dai bestseller di Marco Malvaldi. In questa commedia con plot giallo, realizzata dalla Palomar, protagonista Filippo Timi.

Sky ha in preparazione la serie in 13 episodi da 50 minuti di Diabolik, personaggio dei fumetti inventato dalle sorelle Giussani e conosciuto in tutto il Mondo. Poiché la realizzazione necessita di un altissimo budget, per raccogliere il maggior numero di finanziatori e acquirenti nel mercato internazionale è stato creato, per la prima volta in Italia, un teaser trailer della durata di due minuti curato dai maestri degli effetti speciali della Frame by Frame, che ha comportato un impegnativo lavoro tra riprese e post produzione. Solo per realizzare la tuta del “re del terrore” c’è voluto un mese e mezzo.