Febbraio 2016 – 2015 un anno di fiction tv

‘2015, l’anno della fiction riscaldata’

Prima comunicazione febbraio 2016
Di Anna Rotili per Prima Comunicazione di Gennaio/Febbraio 2016
Una stagione all’insegna della tradizione, povera di novità e vivacità. Raiuno mantiene la leadership, anche se la share cala, mentre Canale 5 punta sugli spagnoli. E lo streaming? Per adesso resta al palo.
Prima di Natale il New York Times ha pubblicato un articolo dal titolo molto significativo, ‘Streaming tv isn’t just a new way to watch. It’s a new genre’ (lo streaming non è un nuovo modo di guardare. È un nuovo genere) nel quale si racconta come stia cambiando la modalità di fruizione con l’arrivo delle corazzate streaming di Netflix e di Amazon che sono anche produttori di serie e film. L’ormai tanto celebrato ‘binge watching’, la possibilità di vedere tutti gli episodi di una serie in una volta sola, che sta mettendo in crisi i giganti pay via cavo, non è soltanto una nuova moda di consumo, ma sta cambiando anche l’estetica, la modalità di costruzione e la promozione delle serie televisive. In Italia non sembra che per ora il mercato televisivo stia andando così.
È vero che anche da noi c’è un pubblico per lo più giovanile di smanettoni pronti a imbarcarsi verso ogni nuova tendenza, ma i dati sembrano suggerire che il grande corpaccione generalista, nonostante la proliferazione dei canali tematici, è restio al cambiamento delle proprie abitudini televisive. E sicuramente queste nuove consuetudini hanno bisogno di un po’ di tempo per affermarsi in un sistema come il nostro molto più ingessato che in altri Paesi e con un’offerta free sterminata Se c’è del fuoco sotto la cenere prima o poi si vedrà il fumo, ma per ora non ci sono segnali di incendi.
Nell’anno di Netflix, che ha debuttato in ottobre non solo non ci sono stati i grandi sconvolgimenti annunciati, ma a dispetto delle tante profezie sulla fine della tivù generalista, nulla è cambiato e tutto è rimasto tale e quale a prima. Lo dicono i dati Auditel del 2015 elaborati dall’istituto Barometro, una lettura dell’anno televisivo andato in onda che rileva come gli spostamenti di ascolto da un anno all’altro per tutti i canali, generalisti e tematici, siano stati minimi.
Si tratta di variazioni di percentuali dello 0,1-0,3% in più o in meno, sostanzialmente irrilevanti. Le uniche differenze di un certo significato sono Raiuno che perde l’1,6% in prima serata (ma nel 2014 aveva i Mondiali) e Canale 5 che guadagna un punto riducendo la distanza con la concorrente. A guardare i numeri l’anno televisivo trascorso risulta povero di novità e vivacità. Se la distanza in prima serata tra Raiuno e Canale 5 si è assottigliata la ragione sta nel diminuito appeal che hanno avuto i due generi fondamentali di Raiuno, la fiction e l’intrattenimento.
Nel 2014 Raiuno ha trasmesso 209 prime serate di fiction e di intrattenimento con un risultato medio rispettivamente del 21,2% e 20,9%. Nel 2015 le serate sono più o meno le stesse (207) ma il risultato medio è sceso rispettivamente al 19,8% e al 18,7%. A godere di questo calo è stato soprattutto Canale 5 che nelle sue 86 serate di intrattenimento (quasi tutte con lo zampino di Maria De Filippi, ora in veste di conduttrice ora di giurata) è passata dal 17,9% al 19,7%.
Raiuno è rimasta spiazzata anche a causa dalla minore prestazione della fiction, in calo dell’1,4%, che pur in assenza dei campionissimi di sempre ‘Don Matteo’ e ‘Montalbano’, ha incassato alcuni risultati importanti pagando però lo scarso gradimento di alcune serie. Una stagione all’insegna della tradizione con un’offerta di melodramma-family-poliziesco-social più un pizzico di mafia e mistery e tanto buonismo a fare da condimento.
Notevole il numero delle serie inedite con qualche tentativo di innovare, con esiti che però non sempre hanno lasciato il segno. Tuttavia emerge con evidenza che Rai Fiction resta il vero propellente della produzione italiana. Nel 2015 Raiuno ha mandato in onda 102 serate di serie e miniserie, un po’ meno dell’anno precedente (123), a cui vanno sommate 8 serate su Raidue del cane poliziotto ‘Rex’ e 6 serate di ‘Non uccidere’ su Raitre.
Segno di una voglia di tornare a produrre anche per le altre reti. E, per quanto l’annata sia stata meno fortunata sotto il profilo degli ascolti, il racconto italiano con oltre 5 milioni di spettatori medi nelle 102 serate continua a essere l’unico genere, insieme al calcio, a generare una share superiore alla media della rete ammiraglia. “La Rai crede ancora nella fiction e la fiction la ripaga”, dice Luigi Ricci, presidente di Barometro. “Tutto è cambiato e non si può più guardare ai risultati d’ascolto di un programma con le lenti del passato: una fiction che oggi su Raiuno fa il 20% è un successo.
È impensabile aspettarsi gli 8-9 milioni di spettatori di ‘Don Matteo’ e ‘Montalbano’, programmi sopravvissuti all’era analogica che, come ‘Sanremo’, mantengono un legame strettissimo con il loro pubblico. Diversamente tutto quello che è nuovo paga oggi un prezzo molto alto: Canale 5 non riesce a lanciare una nuova fiction e spesso le nuove serie fanno cilecca anche su Raiuno”. Analizzando l’offerta di fiction andata inonda Ricci osserva che “c’è troppa routine e omologazione. Si continua a fare il family o la commedia, ma nel mondo va di moda il fantasy o il grande dramma. Né Rai né Mediaset hanno una serie fantasy. Ci aveva provato Valsecchi con ‘Il tredicesimo apostolo’ ma è stato chiuso”.
Per quanto riguarda Raiuno se è vero che sono mancati gli assi, la rete ha raccolto però buoni ascolti con diverse serie, miniserie e tv movie. Le due più viste con oltre 7 milioni di spettatori sono trainate dai due beniamini come Beppe Fiorello, autore e interprete dell’‘Angelo di Sarajevo’, due puntate ad alto tasso di emozioni dentro la guerra dei Balcani (25,5%), e ‘Un passo dal cielo 3’ nella quale il sempreverde Terence Hill è una credibile guardia forestale. Sempre la Lux Vide fa incetta di ascolti anche con ‘Sotto copertura’ che è il suo primo tentativo riuscito nel poliziesco di mafia (23%) e con ‘La dama velata’, un melò mistery da sei puntate al 20%.
Si conferma il boom di ‘Braccialetti rossi’ (23,8%), la serie più amata da bambini e adolescenti della Palomar, che fa centro anche con la seconda stagione del ‘Giovane Montalbano’ (22,1%)interpretato dal bravo Michele Riondino. Da sottolineare che il Montalbano/Riondino risulta essere anche la fiction più gettonata in replica (20,7%) sorpassando il risultato delle ennesime repliche del Montalbano/Zingaretti (19,4%).
Tra le serie più seguite, l’indistruttibile ‘Provaci ancora prof’ con Veronica Pivetti (produzione Endemol), alla sesta stagione (21,2%), ma la sorpresa è il sentimentale ‘II paradiso delle signore’, una bella prova di produzione industriale (800mila euro a puntata) di Giannandrea Pecorelli di Aurora Film (21,2%) che si è guadagnato il sequel. Tra i successi vanno rubricate anche la terza serie di ‘Una grande famiglia’ e il nuovo melodramma sociale ‘Questo è il mio paese’, entrambe di Rosario Rinaldo di Cross Productions che si sono attestate al 20%.
Da citare anche la miniserie sportiva su Mennea ‘La freccia del Sud’, ben interpretata da Riondino e Luca Barbareschi che, con Casanova Multimedia, ne è anche il produttore, e il tv movie a sfondo sociale ‘Una casa nel cuore’ (20,5%) di Mario Rossini della Red Film. Però ci sono anche le fiction che non sono andate bene. Alcune miniserie come la biografia della Fallacie altre di impegno civile come ‘Limbo’, ‘Lea’, ‘Ragion di Stato’ non hanno superato la mediocrità.
Ma è soprattutto sulle serie che volevano essere innovative che è calata la mannaia dell’Auditel. ‘È arrivata la felicità’ (16,7%), commedia del frizzante Ivan Cotroneo, ha mostrato una leggerezza eccessiva per avvincere il pubblico, e non ha funzionato l’esperimento di Cattleya di realizzare due serie adattate da sceneggiature straniere: ‘Tutto può succedere’ (15,4%) tratto dal successo americano ‘Parenthood’ non è riuscito a conquistare il pubblico di Raiuno, così come ‘Grand Hotel’ (15,6%), traduzione di una serie melò in costume spagnola di Antena 3.
Guardare in modo troppo meccanico alle grandi serie internazionali e cercare di copiarne stili e modi produttivi non sembra una pratica pagante. Lo dimostra anche ‘Non uccidere’ la serie di Raitre prodotta da FremantleMedia dalle atmosfere nordiche a ricordare i mistery scandinavi, che oggi vanno per la maggiore nel mondo, ma che si è rivelata fin troppo cupa per il nostro pubblico. Per quanto riguarda il fronte Mediaset si vede che su Canale5 nessuna fiction ha toccato i 4milioni di spettatori. Pietro Valsecchi con la sua Taodue sembra aver dedicato le sue migliori energie al cinema (è il produttore di Checco Zalone), mentre i suoi cavalli di battaglia televisivi mostrano il passo. ‘Il bosco’, un thriller mistery formalmente ricercato, sfiora i 4 milioni ed è l’ascolto più alto di Canale 5 insieme alla nuova ‘Squadra mobile’ che ha rimesso in pista Giorgio Tirabassi, senza restituire però le emozioni di ‘Distretto di polizia’, mentre ‘Squadra antimafia’, arrivata alla settima stagione, ha mostrato decisamente la corda.
La stagione fotografa anche il declino del melò targato Tarallo che faceva delirare il pubblico femminile della rete. ‘L’onore e il rispetto 4’, malgrado Gabriel Garko, si è fermato al 3 milioni800mila spettatori, ma è già in produzione la quinta serie. In trend calante anche ‘Le tre rose di Eva’, melò tinto di giallo di Endemol, né si è affermato il drammone gemello ‘Solo per amore’. È chiaro che il prodotto italiano non è più centrale nelle strategie di Mediaset, che ne ha drasticamente ridotto il volume produttivo e per questo è sotto la lente di
Agcom per sospetta inadempienza degli obblighi di investimento nella produzione italiana. Sene vedono i riflessi sul palinsesto di Canale 5, che come nel 2014ha trasmesso 62 serate di fiction, la metà di quelle che mandava in onda una volta, attestandosi su una share media del 15,3%(–0,2% sul 2014), sotto la media di rete.
Canale 5 ha potuto serenamente tagliare la fiction italiana grazie al colpo di fortuna del ‘Segreto’, la soap spagnola di Antena 3 che incanta il pubblico italiano. Nata come daily nella collocazione pomeridiana dove miete share mozzafiato, ‘Il segreto’ ha guadagnato la prima serata della domenica e l’anno scorso ha raddoppiato con la seconda collocazione del venerdì sera. In realtà la soap è ballerina, spostata in qualunque collocazione serale necessiti il palinsesto, e il miracolo è che il suo pubblico la segue ovunque fedele.
L’anno scorso ha totalizzato una media di share del 16,4%, superando tutte le serie italiane andate in onda sulla rete con un costo notevolmente inferiore. Così su Canale 5 è tornato di moda il prodotto d’acquisto che tra serie spagnole e tv movie tedeschi (pochi e trasmessi solo d’estate) l’anno scorso ha occupato 113 prima serate al 15,3% di share media. Mediaset, che in Spagna ha un piccolo impero con Telecinco e Cuatro, prova a spingere il prodotto iberico, ma ‘Il segreto’ brilla da solo. Le produzioni spagnole ‘Il principe – Un amore impossibile’ riproposto a giugno si è riconfermato un flop, e ha deluso anche ‘Senza identità’ che l’anno precedente aveva avuto una discreta affermazione, e infine non è riuscito il tentativo di portare in prime time l’altra soap daily ‘Una vita’.