Febbraio 2014 – Prima Comunicazione

La fiction carburante sicuro. Delle trenta serate top della tivù generalista nel 2013 nove sono di fiction. di Anna Rotili per Prima Comunicazione.

Link all’articolo di Prima Comunicazione in pdf 

C’è chi da anni le intona le campane a morto, chi proprio non la vuole nemmeno guardare, chi la bersaglia di critiche feroci, eppure anche nell’anno che si è appena concluso la fiction resta il carburante dei palinsesti e un argine alla fuga di spettatori dalle reti generaliste.

Dal ripasso dell’anno televisivo 2013 che siamo in grado di fare grazie alle elaborazioni dell’Istituto Barometro di Luigi Ricci il fatto emerge con chiarezza lampante. Basta considerare che delle trenta serate top della tivù generalista nel 2013 nove sono di fiction: le due puntate di ‘Volare’, i quattro ultimi film di ‘Montalbano’ e tre ‘Montalbano’ in replica che condividono il Pantheon con Sanremo, il calcio, ‘Italian got talent’, ‘4 Marzo’ – il concerto live in memoria di Lucio Dalla – e, non ultimo, la celeberrima puntata di ‘Servizio Pubblico’ con la spolverata di Berlusconi alla sedia di Travaglio.

Tuttavia non è il caso di far festa. Con una drastica riduzione di prime visioni anche la fiction ha pagato un duro prezzo alla spending review sui palinsesti fatta da Rai e da Mediaset, sempre in affanno sui conti per il perdurante calo dei ricavi pubblicitari. Complessivamente, sulle due ammiraglie, il volume delle serie, miniserie e tv movie di prima emissione si è quasi dimezzato rispetto all’anno precedente. Su Raiuno si contano 95 collocazioni contro le 123 trasmesse nel 2012, Canale 5 si è fermata a 64 contro 91.

Nonostante la flessione delle quantità non è venuto meno il gradimento. Uber alles Raiuno, dove il prodotto italiano è stato mediamente visto da 5 milioni 669mila spettatori per una share del 21% guadagnando sull’anno precedente circa 300mila teste e un punto secco di share. Un grande risultato, tanto più che la rete non è riuscita a frenare la lenta erosione degli ascolti ed è scivolata al 19,5%, perdendo lo 0,7% sull’anno precedente.

Su Canale 5 la fiction ha tenuto. Con un ascolto medio di 4 milioni 433mila e una share del 17,2%, il prodotto Mediaset si è attestato sostanzialmente sugli stessi valori del 2012 mentre la media di rete è scesa al 14,7%, con un calo dello 0,5%. Anche se in svantaggio su Raiuno in valori assoluti la fiction del Biscione raggiunge però risultati più alti della concorrenza sul pubblico 15-64, il cosiddetto ‘target commerciale’ su cui Publitalia costruisce le sue strategie di commercializzazione.

Ma il trend dell’anno è stato l’uso intensivo e soddisfacente delle repliche di serie e miniserie anche in piena stagione a compensazione del calo delle primizie. E chiaro che si è puntato a risparmiare dato che le repliche sono a costo zero per i broadcaster e che al solo ‘Montalbano’ viene riconosciuto un bonus di re-run.

Su Raiuno hanno occupato fino a 77 serate catturando un ascolto medio di oltre 4 milioni 300mila e il 18% di share. L’esito, infatti, se vogliamo far raffronti con gli altri generi, non è così lontano da quello dell’intrattenimento (-400mila spettatori) ed è nettamente superiore a quello dei film che, in controtendenza col passato, sono stati maggiormente utilizzati da Raiuno ma con share mediamente insufficienti (14,7% i film in prima visione free, 16,6% le repliche). Nel 2012 le serate erano state 24 e l’ascolto si era fermato a quasi 3 milioni 700mila spettatori.

Dall’inizio dell’estate scorsa le riprese di ‘Montalbano’ hanno tenuto banco fino a tutta la prima fase della garanzia d’autunno, talvolta raddoppiando la collocazione, molto spesso vincitrici della serata, con 21 collocazioni al 24%. L’altro campionissimo si è rivelato ‘Don Matteo’, che rimesso in pista all’inizio dell’anno con una vecchia stagione ha collezionato otto serate al 20,2%. E nella hit parade si piazzano pure gli altri due seriali Lux Vide: ‘Che Dio ci aiuti’ al 18% e ‘Un passo dal cielo’ al 15,8%, ma anche diverse miniserie hanno dimostrato di non passare di moda.

Più che sulla fiction già vista (22 serate come nel 2012) Canale 5 per contenere i costi ha puntato sui film e sulle soap. Il cinema è andato à gogò sulla rete: 37 film in prima free e 90 repliche che il pubblico tuttavia continua a non gradire (12,7% i titoli nuovi, 11,5% i titoli di library). Né è andata troppo meglio con le soap pomeridiane portate in prima serata cucendo insieme cinque episodi. Scesa al 10%, ‘Centovetrine’ è stata riportata nel suo alveo pomeridiano. Più riuscito invece l’esperimento con la soap spagnola ‘II segreto’ che, dopo aver galvanizzato il pomeriggio dell’ammiraglia, a metà novembre è approdata in primetime attestandosi al 14,7% di share.

Quali invece sono stati i filoni, i formati, le tendenze del 2013? Soppesando prodotti e performance Luigi Ricci, patron di Barometro, osserva che “si è vista una modesta capacità di innovazione soprattutto nell’ottica della commercializzazione sui mercati internazionali. La fiction funziona ma resta domestica. All’estero invece si punta su formati che possono essere venduti in vari Paesi: la compravendita di format sta diventando un business globale. Noi rischiamo di perdere questo treno”.

Quanto a quel che funziona nella cucina generalista, “su Raiuno”, prosegue Ricci, “funzionano i cavalli di battaglia come ‘Montalbano’ che sono blockbuster anche in replica e non danno problemi le miniserie. Le più seguite, ‘Volare’, ‘Olivetti’, ‘Trilussa’, sono tutte biografie, un filone che dimostra di avere potenzialità. Ai papi e ai santi si sono sostituiti personaggi di varia umanità, ma fossi la Rai farei subito la fiction sul giovane Bergoglio. Più traballante è la serialità. Tra i sequel abbiamo avuto alcune riconferme positive ma anche diverse défaillance. Poche le nuove serie e tutte sotto la media del genere”.

Sulla serialità, “anche se non tutte le ciambelle sono riuscite col buco, se la cava meglio Canale 5 che vince col drammone sentimentale, il feuilleton e la mafia story. Dei nove titoli proposti dall’ammiraglia Mediaset, solo due sono miniserie: ‘Ultimo’ che è l’ascolto più alto della rete e ‘Donne in gioco’ che è il record negativo della stagione”.

‘Volare – La grande storia di Domenico Modugno’, raccontando i primi passi nello spettacolo fino al successo del più popolare cantautore italiano, ha letteralmente stregato il pubblico di Raiuno (10 milioni 685mila spettatori e il 39,4% di share). A pieno titolo la produttrice Elide Meli della Cosmo si è meritata il diritto al sequel che è in via di realizzazione. Secondo per un soffio ‘Montalbano’ – i nuovi quattro film della premiata ditta Palomar – che ha regalato alla Rai l’ascolto più clamoroso di sempre (10 milioni 130mila, 35,9%). In terza posizione si piazza ‘Ultimo – L’occhio del falco’, unico titolo Mediaset nelle prime diciotto caselle della classifica. La Taodue di Pietro Valsecchi, reduce dallo strepitoso exploit di Checco Zalone nelle sale, ha dovuto riesumare il vecchio capitano interpretato da Raoul Bova per centrare un successo a tutto tondo in tivù (6 milioni 772mila, 23,6%).

La Rai si è imposta anche con alcune miniserie: i due biopic `Trilussa – Storia d’amore e di poesia’, un bozzetto della vita del poeta romano interpretato da Michele Placido e targato Titanus (6 milioni 400mila, 22,8%), e, risalendo nel tempo, ‘Adriano Olivetti – La forza di un sogno’ della Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, con Luca Zingaretti nel ruolo del visionario imprenditore della Lettera 22 (6 milioni 231mila, 23,8%). Quindi, il remake del film di Luigi Magni sulla Roma papalina del 1864, ‘L’ultimo Papa re’, con Gigi Proietti nel ruolo che era stato di Nino Manfredi, prodotto dalla Dauphine di Roberta Manfredi (6 milioni 254mila, 21,5%).

Un pizzico di delusione .ha suscitato ‘Anna Karenina’ della Lux Vide, una mega produzione internazionale molto sfarzosa che, ha avuto il limite di raccontare il romanzo di Tolstoj come fosse un feuilleton (5 milioni 419mila spettatori, 19,9%). Se l’è cavata la commedia realistica di Alto Verbano ‘Casa e bottega’ (5 milioni 290mila, 20,2%), in cui Renato Pozzetto e Nino Frassica affrontano con tratto leggero il dramma della crisi economica, e, se raggiungono appena la sufficienza ‘Barabba’, coprodotta dalla Leone Cinematografica con un partner americano (5 milioni 278mila, 18,5%), e ‘Altri tempi’ della 11 Marzo Film sulla chiusura dei bordelli al tempo della Merlin, curata nelle ambientazioni ma irrealistica nella drammatizzazione (5 milioni 252mila, 20,8%), scivola ‘K2 – La montagna degli italiani’ della Red Film che pasticcia con la controversa scalata italiana alla vetta più alta del mondo (4 milioni 688mila, 16,7%).

Per la serialità la Rai ha rimesso in pista le vecchie glorie e poche novità. Hanno confermato le pro-messe ‘Che Dio ci aiuti’, altra macchina acchiappa ascolti della Lux Vide (6 milioni 754mila, 24,2%) e il longevo ‘Un medico in famiglia’ (6 milioni 84mila 23,14%). Si sono meritate il successivo sequel anche ‘Una grande famiglia 2’ della Cross Productions (5 milioni 440mila, 20,9%) pur in ribasso sulla prima stagione, e l’immarcescibile ‘Provaci ancora prof! 5’ della Endemol (5 milioni 281mila, 21,2%), mentre sono state fiacche le performance di ‘Un caso di coscienza 5’ della Red Film, ‘Rossella 2’ di Cattleya e ‘Paura d’amare 2’ della Titania Produzioni. Poco convincenti le poche novità, il melò in conservatorio ‘Tutta la musica del cuore’ della Casanova Multimedia, ‘Rosso San Valentino’, altra supersoap Endemol, e il thriller ecologico ‘L’isola’ della Palomar.

In casa Canale 5, oltre al succitato ‘Ultimo’, sono andate in onda tutte le serie su mafia e camorra caratteristiche della rete. Si sono viste sia quelle in abiti moderni prodotte da Valsecchi sia quelle ‘vintage’ prodotte da Alberto Tarallo della Ares. Alla scuderia Taodue appartengono ‘Squadra antimafia’, che con 4 milioni 823mila di ascolto medio ha riconfermato alla quinta stagione la sua solidità narrativa, e il debuttante ‘Clan dei camorristi’ (4 milioni 440mila). Ancora meglio le due novità della Ares, ‘Baciamo le mani – Palermo-New York 1958’ con Virna Lisi e Sabrina Ferilli, e ‘Pupetta – Il coraggio e la passione’ con Manuela Arcuri, che sfiorano i 5 milioni di spettatori.

Altro plus dell’offerta commerciale sono state la supersoap ‘Le tre rose di Eva’ della Endemol (4 milioni 744mila), e il melò sportivo ‘Come un delfino’ della Sanmarco di Bova, che serializzato in quattro puntate ha perso molto smalto rispetto alla originaria miniserie (4 milioni 220mila), mentre ha ceduto nella prima stagione il sequel di ‘Benvenuti a tavola’ della Taodue nonostante i beniamini Fabrizio Bentivoglio e Giorgio Tirabassi (3 milioni 488mila, 13,4%).

Un caso del tutto a parte e sul quale vale la pena di stendere un pietoso velo è l’esordio produttivo e registico dell’attrice Michelle Bonev che ha affondato Canale 5: ‘Donne in gioco’ ha totalizzato 2 milioni 452mila spettatori.

Questo dunque è quanto passa lo statico convento di casa nostra, rinchiuso nel suo cortile, ma basta allungare appena un po’ lo sguardo fuori per accorgersi che il business di fare e vendere storie è un laboratorio in grande fermento.

http://www.cineconomy.com/2010/ita/news.php?news=4330

http://www.tvzoom.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10477:la-fiction-carburante-sicuro&catid=30:home&Itemid=40