Luglio 2013 – 10 anni di Sky, Barometro sul mensile Tivu

La tecnologia che vince, colloquio con Luigi Ricci, Managing Director di Barometro.

“La killer application della pay tv è senz’altro il calcio. In particolare il fatto che, con un unico abbonamento, si possono vedere tutte le partite del campionato, che prima erano parcellizzate tra due operatori” sottolinea.

“In secondo luogo, il decoder criptato non piratabile ha fatto sparire il mercato illegale delle smart card.

Ma l’innovazione tecnologica ha riguardato anche le riprese, la qualità delle telecronache e la varietà delle inquadrature, a cui gli altri si sono dovuti adeguare, senza raggiungere gli stessi risultati.

Il fattore realmente rivoluzionario è stato però la visione non lineare grazie a MySky; l’ascolto non lineare sarà uno dei driver della TV del futuro, come dimostra SkyGo, una delle App più scaricate”.

Guardando ai contenuti, invece, “le uniche criticità si trovano nell’informazione e nei canali generalisti. Skyuno, nonostante Masterfchef e Xfactor, non ha un vero palinsesto generalista, inoltre la piattaforma investe poco nel prodotto Made in Italy, men che meno nella fiction, al contrario dei factual, ma è assurdo pensare di riempire i canali generalisti con questo genere.

Tra l’altro Sky ha introdotto un sistema di produzione a basso costo, penso a Boris e Donne Assassine (su Fox, ndr), che dovrebbe portare avanti. L’informazione invece non fa grandi numeri e comporta una costosa infrastruttura. Pertanto, su tale fronte ci sarebbero anche margini di miglioramento, magari puntando su una maggiore caratterizzazione della conduzione, più personalità, meno “speaker”, sull’esempio di La7: almeno, in primetime, occorrerebbero anchorman forti di una propria riconoscibilità e richiamo, credibili e autorevoli nei loro commenti”.