febbraio 2012 – Facebook e Twitter fanno bene alla tivù

Facebook e Twitter fanno bene alla tivù – di Luigi Ricci, su Prima Comunicazione di febbraio 2012.

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Gli apocalittici avevano predetto il suo declino, ma la televisione con l’avvento del web 2.0, non è mai stata in così in ottima salute, gli ascolti nel 2011 registrano semmai una crescita stimata intorno al 5%.

Solo alcuni anni fa le emittenti nazionali non arrivavano ad una decina, adesso sono qualche centinaio tra Pay TV satellitare e digitale terrestre, senza contare che accanto a Rai, Mediaset e TiMedia, ci sono editori internazionali del calibro di Sky, Fox, Discovery, che stanno ritagliandosi significative quote mercato televisivo e pubblicitario.

Va aggiunto che alle TV digitali e satellitari si affiancano 590 Web Tv, secondo i dati dell’ultimo rapporto Netizen di Altra TV italiane; trasmessi 8 canali su 10 sui social Facebook e Twitter e dall’integrazione con le piattaforme di videosharing: principalmente YouTube, tra queste Cliomakeup su Youtube, forte dei 65 milioni di visualizzazioni, è sbarcata a febbraio con un programma su Real Time .

Dal Ces (Consumer Electronics Show), voltosi a Las Vegas lo scorso mese, è arrivata la conferma che con l’arrivo delle televisori chiamate Smart TV, ne saranno vendute oltre un miliardo entro i prossimi due anni, il futuro della televisione sarà sulla rete.

Con gli Smart TV oltre ai normali canali, è possibile guardare i video di Youtube, film e gli eventi sportivi in streaming, andare su Facebook e Twitter per commentare e votare i programmi che si guardano in quel momento, senza l’ausilio dei set-top box intelligenti. Che si sia aprendo una nuova stagione per la televisione lo dimostra anche l’accordo tra Panasonic e Myspace TV per rilanciare in chiave anti-Youtube il social network di Rupert Murdoch.

Un recente Rapporto di Deloitte “State of the Media Democracy”, indica che la tivù rimane il media preferito per il tempo libero dagli americani, ma quasi il 75% dei telespettatori è solito avere accanto un altro schermo, infatti, il 42% naviga su internet, il 29% telefona e il 26% invia sms o chatta.

L’avvento della TV 2.0 sta spingendo chi gestisce i palinsesti TV a prediligere quelle trasmissioni capaci di inchiodare l’attenzione del pubblico, generando coinvolgimento emotivo, poiché riduce lo zapping e recupera il telespettatore “pregiato” agli inserzionisti pubblicitari. Se gli spot televisivi sono ancora la fonte primaria d’influenza nell’orientamento all’acquisto, lo sono ancor più in un evento di social TV perché si ritiene che sia maggiore la probabilità di capacità da audience a clienti.

La social TV non è una novità, agli albori della Rai TV le trasmissioni erano viste nei bar e commentate con chi stava accanto; quando la televisione si è diffusa nelle case da visione social familiare si è andata con il tempo atomizzando, per la sua presenza in ogni stanza, un televisore un telespettatore.

Con l’arrivo del web 2.0, il pc o lo smartphone accanto alla TV, la visione di un programma condivisa con un social network fa godere al telespettatore dell’esperienza socializzante che si era persa nel tempo.

Dall’altra parte dell’Atlantico televisione e social network parlano lo stesso linguaggio, Fox News utilizza Twitter come barometro del gradimento verso i candidati alle Presidenziali, la Nbc ha creato un’applicazione su Facebook per condividere le opinioni durante il talk show “Meet the Press”; Youtube nella diretta con il Presidente americano Barack Obama “Chiedi a Obama”, vista da 440 mila utenti, ha raccolto sul suo sito 130 mila domande. Molti programmi da tempo inseriscono in sovrimpressione le hashtag ufficiali di Twitter, con l’effetto di trascinare sul programma anche quei follower che non lo stanno seguendo.

In controtendenza con la maggior parte dei paesi europei favorevoli ad una convergenza tra social e TV, spicca l’atteggiamento francese, il cui governo, avvalendosi di un decreto del ’92, ha proibito di menzionare Facebook e Twitter all’interno dei programmi televisivi, in quanto ritenuta pubblicità gratuita verso due aziende americane.

Gran Bretagna e Italia sono all’avanguardia nello sviluppo di applicazioni di social TV. Zeebox e Zodiak Active sono tra i maggiori operatori europei di questa nuova era televisiva. Zeebox è diventato partner di Sky UK per coadiuvare la piattaforma televisiva inglese a sfruttare al meglio le potenzialità dei social network ed aumentare il coinvolgimento dei telespettatori nella fruizione dei programmi. Zodiak Active ha messo a disposizione dell’ultima edizione di X-Factor5, trasmessa su Sky Uno, la sua piattaforma tecnologica per far crescere l’interattività tra talent TV e audience. Nella finale di X-Factor5 del 5 gennaio scorso, è stato raggiunto un picco di 722 mila di voting multicanale (sms, apps, web e Facebook), per la prima volta, le app, web e Facebook hanno superato di gran lunga il voto espresso tramite il tradizionale sms, a conferma che la TV la si utilizza sempre più con lo smartphone in mano o il pc davanti..

Anche Mediaset che ha chiuso un contenzioso legale con Youtube per la tutela dei suoi contenuti video, visionabili sulla piattaforma digitale di Mediaset; nel rapporto con Facebook e Twitter, il Biscione si sta muovendo da protagonista, facendo incetta di like e follower ai propri programmi e alle celebrity del network.
Già adesso su Italia 2 è attivo un servizio convergente con Facebook dove dalla Tivù si può invitare o suggerire il programma selezionato ai propri “amici; tramite il decoder interattivo connesso a Internet”.

Da circa un anno la direzione “Interactive Media”, guidata da Yves Confalonieri, ha arruolato un team di social media editor che moderano i post sulle fanpage e blog dei programmi Mediaset, con l’obiettivo di valorizzare l’offerta in TV. Finora Mediaset è riuscita ad aggregare circa 3,6 milioni di fan e quasi un milione e mezzo di commenti, formando la prima community italiana su FB.

Tra i programmi televisivi più social vanno annoverati i talk show di politica. giovedì 26 gennaio con in onda Le Iene, Piazzapulita e Servizio Pubblico, tra i primi dieci argomenti discussi su Twitter (trending topics), 8 si dialogava degli ospiti e dei temi di questi programmi.

Servizio Pubblico in onda da novembre via tv e web è riuscito a creare un’importante community tra Facebook e Twitter, entrando nella top ten dei programmi più social. A fronte di un ascolto TV di circa 2 milioni di spettatori, lo streaming arriva a 2 milioni di contatti con una media di 40 mila utenti che seguono contemporaneamente in streaming, secondo Mosaico partner tecnologico scelto da Michele Santoro in questa avventura multi piattaforma.

Un altro aspetto che caratterizza la social TV è quando conduttori ed ospiti delle trasmissioni twittano in diretta; la mattina del 29 gennaio il blogger Mario Adinolfi, ospite ad Omnibus su La7, ha dato la notizia prima di tutti, della morte di Oscar Luigi Scalfaro appena appresa da un tweet pubblicato da un collaboratore dell’ex presidente qualche istante prima.
Nel caso di Agorà in onda la mattina su Raitre, i social network sono centrali nel talk show condotto da Andrea Vianello ed usati come fonte per dare notizie e riportare commenti.
Ma è nella diretta di Piazzapulita che si fa un largo uso di tweet, utilizzati a commento di quanto accade in studio e visibili in basso al video.

Spostandoci nell’area dell’intrattenimento, lo show di Raiuno l’hashtag del Più grande spettacolo dopo il weekend ” è diventato titolo della trasmissione con l’ascolto più elevato del 2011. Al di là del successo di audience (11,7 milioni di spettatori – 43,9%), Fiorello è riuscito a trasformare il suo show in un vincente esperimento di social TV trascinando su Raiuno anche il pubblico più giovane, nativo digitale, coltivato via Twitter nelle settimane precedenti alla messa in onda dello show.

Nella sfida del sabato sera tra le due ammiraglie Raiuno e Canale 5, Ballando con le stelle vs. Italia’s got Talent non si compete solo sugli ascolti Auditel; lo scontro va in scena anche su Facebook e Twitter.
Gli show guidati da Milly Carlucci e Maria De Filippi hanno reclutato un team di storyteller che nel corso della settimana, ma soprattutto durante la messa in onda, movimentano gli account delle fanpage per far salire l’interesse e la fedeltà degli telespettatori dei social network ai rispettivi programmi.

Anche sul fronte degli ascolti TV in considerazione alle nuove modalità di fruizione della Tivù, dovranno essere adottate le metriche del web. Infatti, gli ascolti ci indicano su quali canali le persone sono sintonizzate, ma non ci danno alcuna indicazione circa il grado di coinvolgimento e di gradimento di un programma.
Tra qualche anno accanto agli indici d’ascolto di un programma saranno rilevati gli indici di engagement, che ci permetteranno di misurare la capacità dei programmi di generare coinvolgimento e relazioni tra i loro telespettatori.