febbraio 2012 – Luigi Ricci parla di fiction TV

FICTION BACKSTAGE – LA TOP TEN 2011 Articolo di Anna Rotili su Prima Comunicazione – Gennaio 2012

1327507594cop_424_gennaio_2012

link articolo completo: Fiction televisiva più vista nel 2011

Eccoci al consueto bilancio finale della fiction trasmessa nel 2011, l’anno in cui le reti ammiraglia di maggiore ascolto sono state duramente messe in crisi dal proliferare di nuovi canali e nuove piattaforme tanto che persino Raiuno cede il 3,4% di share in prima serata e Canale 5, già precedentemente provata, perde un ulteriore 1,63%. In compenso è andata bene a La7 (+1,6% in prima serata), e a Sky che si è rimessa in carreggiata recuperando abbonamenti (5 milioni) e aumentando l ‘ascolto (+1,4% il comparto satellitare) grazie anche a un rilancio della programmazione dei Cinema Sky e di Sky Uno. Molto irrobustita anche l’offerta del digitale terrestre dove accanto ai bouquet di Rai e Mediaset sono emersi editori indipendenti vogliosi di crescere come Discovery e SwitchOver Channel.
Nello scenario faticano per le performance delle generaliste le serie e gli sceneggiati italiani “hanno, però, tenuto botta meglio degli altri generi televisivi”, dice Luigi Ricci, presidente dell’Istituto di marketing e di ricerca Barometro, sulla base delle analisi ed elaborazione dei dati Auditel relativi alla fascia dei programmi di prima serata, che sottolinea come “la fiction andata in onda su Rai e Mediaset nel 2011 ha fatto un record di serate, 244, come non succedeva dagli ultimi tre anni, conseguenza del fatto che prima il prodotto veniva spalmato su più reti e si realizzavano soap e sitcom di day time mentre ormai è concentrato esclusivamente sulla prima serata di Raiuno e Canale 5 con l’unica eccezione minimalista di Raitre che ha trasmesso ‘La squadra’ con un numero ridotto di puntate”. Ed è la prova che, nonostante la sensibile riduzione dell’investimento, Rai e Mediaset sono riuscite a salvaguardare la quantità di prodotto lavorando di forbici sui costi orari, facendo più serialità e, laddove è stato possibile, allungando il numero di puntate.

Se ne deduce che la fiction resta un genere cardine ed è “l’unico genere che su Raiuno nel corso dell’anno ha migliorato il suo ascolto nonostante uno sfruttamento più intensivo: 120 serate contro 106 del 2010”, sottolinea Ricci.

“Un risultato da incorniciare in una stagione in cui le reti generaliste hanno pagato lo scotto maggiore all’assalto dell’offerta digitale, subendo anche una concorrenza editoriale interna se si tiene conto che in prima serata il bouquet dei canali tematici della Rai è quasi al 4% e quello di Mediaset si avvicina al 5%”.

“Quanto a Mediaset”, conclude Ricci, “anche Canale 5 ha aumentate le sue serate di produzione italiana passate da 94 a 110 ma, al contrario della concorrente, registra una diminuzione del suo ascolto”. Con il 20,9% di share e 5,6 milioni di ascolto medio la fiction di Raiuno è maglia rosa sopravanzando di quasi un milione di spettatori la concorrente Canale 5. Non solo ha guadagnato 100mila fan in più (+1% di share), ma resta nettamene sopra la media di Raiuno che sulla fascia scende a 4,4 mi l ioni con una perdita di 500mila unità. Una buona performance anche nel raffronto con i supergeneri del calcio e dell’intrattenimento. Se come ascolto medio le partite della Champions League, della Coppa Italia e della Nazionale fanno più della fiction (6,2 milioni e 23,2%), spalmate, però, su meno di un terzo di serate (30) e lasciando sul campo quasi due milioni di spettatori rispetto al 2010 (ma c’erano i Mondiali), la fiction vince distintamente sul varietà, in declino sia per quantità di serate (107) sia in ascolto medio, calato a 4,6 milioni con un ammanco di 413mila spettatori, nonostante un Sanremo ad altissimo gradimento, il magico Fiorello del ‘Più grande spettacolo dopo il weekend’ e l’ottima tenuta di ‘Ballando con le stelle’.

Uno stato di crisi che ha spinto i vertici di Viale Mazzini a varare la nuova direzione dell’Intrattenimento che dovrà aprire una fase nuova ripensando modelli produttivi ed editoriali e indirizzandosi verso formati più corti e meno dipendenti dagli studi. Per non parlare poi del cinema di cui Raiuno si è servito con un po’ più di abbondanza, ma che ha reso una media del 15% di share.

Al contrario, nel 2011 la fiction di Canale 5, non riuscendo ad invertire il ciclo negativo innescatosi l’anno precedente, è scesa fino a 3,9 milioni medi con uno share del 15,9% abbandonata da un altro plotone di 500mila spettatori. In casa Mediaset si minimizza facendo valere nei confronti della concorrente il target commerciale 14-65, che va per la maggiore nei centri media e sul quale Canale 5, effettivamente, dà qualche punto a Raiuno.

Eppure, nonostante il trend in ribasso, la fiction commerciale perde meno della rete di Massimo Donelli che sulla fascia non supera i 3,8 milioni di ascolto medio zavorrata dalla programmazione di 70 serate di cinema. Sull’ammiraglia commerciale il film proprio non funziona, neppure i titoli in prima visione che non oltrepassano il 14% di share, mentre le seconde e terze racimolano faticosamente il 13%. Non dipenderà anche, come sostiene il mondo del cinema, della scarsa cura con cui viene programmato?

Il volume di fiction trasmessa da Canale 5 è notevolmente inferiore alle 160 serate dell’intrattenimento, tradizionale cavallo di battaglia della rete, che totalizza una media di 4,1 milioni massimizzando il risultato di share al 19,2% grazie alla abitudine di prolungarne la durata oltre la mezzanotte. Per quanto sia il genere che ancora se la cava meglio e che oltretutto è meno costoso e sopporta meglio della fiction il forte carico pubblicitario – gli show di Cologno,si stanno usurando come dimostra il calo di ben 800mila spettatori.

Alla fine della fiera non c’è da meravigliarsi se nella classifica delle fiction a più alto gradimento spopolino i titoli della Rai a parte l’unica eccezione Mediaset di ‘Come un delfino’, la miniserie social sul mondo del nuoto interpretata e prodotta da Raoul Bova con la sua Sammarco che si qualifica quinta con 6,7 milioni di spettatori medi (25%). A trainare il borsino di Viale Mazzini è il capocannoniere ‘Il commissario Montalbano’ che più invecchia e più fa il fenomeno: 9,3 milioni di spettatori (32%) si sono sintonizzati sui quattro tv movie della scuderia Palomar di Carlo Degli Esposti, numeri che sono sembrati un ritorno al passato. L’altro caposaldo Rai è ‘Don Matteo’, tredici puntate con l’intramontabile l’intramontabile Terence Hill prodotte dalla Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei che all’ottava stagione di vita riesce a portarsi a casa 7 milioni medi al 26,8% di share. La società fondata dall’ex direttore generale della Rai Ettore Bernabei fa l’en plein con altri tre titoli legati insieme dall’essere incentrati su personaggi femminili. ‘Atelier Fontana’ sulle stiliste delle dive degli anni Cinquanta è la numero due e conquista quasi 8 milioni al 28%. Segue in sesta posizione, con 6,7 milioni e il 27,1%, ‘Cenerentola’, la favola in due puntate che ha sdoganato star Vanessa Hessler e, in decima posizione, ‘Che Dio ci aiuti’ con Elena Sofia Ricci suora detective sul côté di ‘Don Matteo’, una nuova serie di quattro puntate che nelle prime tre andate in onda nell’anno aggancia 6,1 milioni di spettatori (23%). Proprio le storie al femminile sembrano aver fatto più presa sulla platea del servizio pubblico visto che tra le top troviamo pure ‘La ragazza americana’, commedia sentimentale in due puntate di Edwig Fenech di Immagine e cinema, che rimette in pista il volto candido della Hassler e si accaparra 6,5 milioni di spettator i (23,6%). Su un registro diverso ‘Edda Ciano e il comunista’, il bel tv movie storico sentimentale di Luca Barbareschi della Casanova Entertainment da 6,4 milioni (24,7%). Scoprendo ancora un po’ più giù, in 12° e 13° posizione, ‘Rossella’, in cui un donna combatte per la sua emancipazione, sette puntate prodotte da Cattleya in tandem con Sergio Silva (5,7 milioni), e con lo stesso risultato d’ascolto, ‘Dove la trovi una come me?’, film in due episodi della Leone Cinematografica di Federico Scardamaglia, due titoli che hanno in comune il fatto di essere interpretate da Gabriella Pession. Se la nostra fiction è più spesso rivolta al passato è incoraggiante vedere che si sono fatti largo anche titoli che guardano al presente.

Terza classificata con 7,3 milioni di spettatori (26,5%) è la mini serie con Beppe Fiorello ‘Sarò sempre tuo padre’ che entra nel dibattito dell’affido dei figli ai padri separati e rilancia la Soralis Media di Guglielmo e Azzurra Ariè. E sulla stessa linea, in una chiave più leggera, anche ‘Fuoriclasse’, sei puntate sulla scuola con la mattatrice Luciana Littizzetto ed esordio nella fiction dell’Itc Movie del potente agente tivù Beppe Caschetto, che chiude la classifica dei dieci titoli più visti con 6,3 milioni e il 23,1%. Non tutte le ciambelle però sono riuscite col buco. Alcune miniserie hanno reso sotto le aspettative. I remake del ‘Generale Della Rovere, e della ‘Donna della domenica’ firmati da Angelo Rizzoli della Rizzoli Audiovisivi e di ‘Notte prima degli esami’ di Paola e Fulvio Lucisano di Iif hanno fatto rimpiangere gli originali e si sono fermati a 4,7 milioni, 4,4 milioni e 4 milioni. Per non parlare di ‘Tiberio Mitri: il campione e la miss’ (4,1 milioni) della debuttante (in fiction) Cristaldi Pictures o della brutta commedia ‘Il signore della truffa’ della Artis di Giorgio Schöttler che è stata salvata dal virtuosismo comico di Gigi Proietti (5,2 milioni).

Ma il vero passo falso è stata la media serialità del ‘Segreto dell’acqua’, progetto caro a Fabrizio Del Noce ma poco amato dal pubblico (3,1 milioni a 13,1%). Realizzato da Rosario Rinaldo di Magnolia Fiction può rubricarsi tra i tentativi non riusciti di battere strade nuove con un sopravvalutato Riccardo Scamarcio. Dello stesso produttore miglior esito ha avuto ‘Violetta’, la Mimì risorgimentale col volto di Vittoria Puccini che ha però incuriosito solo una parte della platea (4,7 milioni,18,2%). Quanto alla lunga serialità non ci sono state novità e i sequel prodotti dalla Publispei della famiglia Bixio sono apparsi un po’ stanchi e ripetitivi. ‘Tutti pazzi per amore 3′, che piace al pubblico più giovane, scende a 4,3 milioni perdendo altri 300mila spettatori sulla già poco pimpante edizione precedente, e anche ‘Un medico in famiglia’ pur raggiungendo un discreto risultato (5,2 milioni) registra un calo di consensi (-1,7 milioni di spettatori sull’ultima stagione). Fatto sta che gli unici seguiti che resistono sul la scena sono ‘Don Matteo’ della Rai e ‘Squadra antimafia – Palermo oggi’ di Mediaset. Insieme a ‘Come un del fino’, ‘Squadra antimafia 3′ è stato l’altro successo tondo di Canale 5 piazzatosi al 15° posto della classifica con 5,5 milioni (22,8%). Una mafia story in 10 serate della ditta Taodue di Pietro Valsecchi che invecchiando migliora e guadagna 200mila fan sulla serie precedente.

Per trovare il terzo titolo più visto di Canale 5 occorre scivolare in giù di dieci collocazioni fino a ‘Sangue caldo’, un giallo morboso nello stile della Ares di Alberto Tarallo che non bissa però il successo del ‘Peccato e la vergogna’ (4,7 milioni), e ancora peggio gli va con ‘Viso d’angelo’, sei puntate di omicidi seriali che neppure il poliziotto Gabriel Garko riesce a rivitalizzare (4 milioni). Vivacchiano pure le dieci puntate dei ‘Ris Roma 2 – Delitti imperfetti’, spin off dei più longevi Ris, a 4,6 milioni che, almeno, recuperano 300mila spettatori sull’anno precedente e, senza infamia e senza lode, debutta ‘Un amore e una vendetta’, tradizionale supersoap di Mediavivere in otto puntate che sfodera l’arma di Alessandro Preziosi. Poi, un campionario di serie più lunghe e più corte, qualche miniserie e tv movie che sono scivolate nell’anonimato con risultati a decrescere, fino ai flop dell’‘Ombra del destino’, un giallo mistery in sei puntate della Albatros di Alessandro Jacchia e Maurizio Momi spostato su Retequattro (2,2 milioni) e ‘Baciati dall’amore’, la commedia familiare in sei episodi di Guido De Angelis che si è inchiodata sotto i 3 milioni. Disastroso pure l’esordio di Lino Banfi nelle vesti riesumate del ‘Commissario Zagaria’ prodotta dalla società di famiglia Alba Film 3000 che ha drenato solo 3,1 milioni di spettatori, mentre deludente si è rivelato ‘I cerchi nell’acqua’, il mistery della Palomar in quattro parti che ha racimolato un ascolto di soli 3,5 milioni. Da notare il semi fallimento della strategia delle serie derivate dai tv movie. Serializzando i tv movie testati in onda, Mediaset pensava di contenere i rischi, ma i risultati francamente non incoraggiano a proseguire. ‘Non smettere di sognare’ che aveva debuttato al 30,7% (6,2 milioni) è scesa nelle otto puntate al 16,4% (4,3 milioni). Se l’è cavata meglio ‘Fratelli detective’, che nel passaggio di formato ha tenuto (4,3 milioni) con una perdita solo 250mila spettatori ma alle spalle aveva il format argentino ‘Hermanos y detectives’.

Del pasticcio di ‘Due mamme di troppo’ della Rainieri Made e Fuscagni ne hanno fatto le spese le due protagoniste Lunetta Savino e Angela Finocchiaro. Dopo il successo del tv movie al 22,5% (5,5 milioni), la serie mandata in onda a novembre del 2010 è stata ritirata subito per ascolti bassissimi. Poi rimontata e parzialmente rigirata è stata trasmessa in due puntate col nuovo titolo ‘L’amore non basta (quasi mai)’. Morale: 10,6% di share con 2,2 milioni. Spostando ora l’attenzione sui produttori chi sono quelli che sono andati più in onda nell’anno? Stravince Pietro Valsecchi che occupa 41 dei 110 slot di Canale 5 ben 9 collocazioni in più del 2010. Cresce anche la Lux Vide, il supercollettore delle commesse Rai, a 26 serate contro le 18 dell’anno precedente, mentre si alleggeriscono a 25 le serate della Publispei che ne perde 10.

Nella short list dei primi cinque big si affacciano la new entry Magnolia con 14 serate, e Mediavivere, la società al 50% tra Endemol e Mediaset, con 12, ma in compenso si riduce la presenza di Endemol Italia: solo cinque slot, meno della metà di quelli presidiati l’anno scorso. Ma tutto questo è ormai alle spalle mentre il 2012 si è aperto su
uno scenario che vede Rai e Mediaset alle prese con grossi problemi finanziari e strategici che preoccupano seriamente i produttori. A far crescere l’ansia, c’è anche il fatto che sulla Rai incombe il ricambio del Cda e della direzione generale che arrivano a scadenza a fine marzo, ma circolano indiscrezioni anche su possibili cambiamenti ai vertici di Mediaset che il gruppo commerciale ha seccamente smentito.

Metti poi che la recessione della raccolta pubblicitaria (-1,8% è la perdita di Publitalia nei primi nove mesi del 2011 e -3% le stime della Sipra) probabilmente peggiorerà per effetto delle misure di austerità varate dal governo Monti, e i produttori si vedono già alla rovina. Quello che è certo è che Rai e Mediaset continueranno a risparmiare sulla fiction. La Rai ha già deciso un nuovo taglio di 15-17 milioni al budget che sarà destinato interamente alla prima serata di Raiuno. Almeno per quest’anno è sicuro che non si farà neppure quel poco che si faceva per Raitre. A sua volta Mediaset ha messo tutti i costi sotto una stretta draconiana riducendo l’investimento nel cinema italiano (e sono stati tagliati 13 dei 23 film previsti da Medusa) e nella fiction. Si parla almeno del 30% del budget.

Fino a quando si riuscirà a tagliare senza ridurre le quantità di prodotto? Un segnale pesante è stata la rottamazione di ‘Centovetrine’, la soap pomeridiana di Mediavivere che era l’unica sopravvissuta nel panorama tivù insieme a ‘ Un posto al sole’. Decisione presa non perché gli ascolti fossero calati ma per risparmiare i 14 milioni di costo annuo. Sono stati chiusi tutti i contratti, disdettati gi studi, mandati a casa i lavoratori . Nel frattempo ‘Centovetrine’ verrà testata sulla prima serata di Canale 5 sono già partiti i promo sfruttando il magazzino delle puntate inedite (nove mesi di messa in onda) già realizzate.

Nel mondo della produzione c’è pessimismo. Molti prevedono che il giro di vite porterà a un restringimento del mercato con il rischio che nel corso dell’anno un 1/3 delle aziende di produzione sparirà. La partita è come essere tra quelli che sopravvivranno.