novembre 2011 – Giornalisti su Twitter

Articolo di Luigi Ricci, managing director di Barometro*, su Prima Comunicazione di ottobre 2011.

Barometro ha maturato un’esperienza decennale nella realizzazione di focus group e ricerche online, studi sulla reputazione web, analisi del traffico a siti e portali, monitoraggio delle attività della concorrenza (web intelligence). l’agenzia conduce, inoltre, product test, mystery e ricerca di clima
aziendale.

Nell’area dei social network Barometro cura la crescita di community ad elevata visibilità nei principali social media (Facebook, Twitter, Youtube). Modera discussioni ed i rapporti con gli utenti, con l’obiettivo di migliorare la reputazione aziendale tramite i canali dei social network.Presidia blog e social network per scongiurare rischi reputazionali dalla pubblicazione di notizie
riguardanti brand e persone fisiche.

link: Giornalisti su Twitter

Dick Costolo Ceo di Twitter, a settembre ha annunciato che il sito di microblogging ha superato la quota di 200 milioni di utenti attivi, al secondo posto dietro Facebook che di utenti ne conta 800 milioni. Ma gli utenti attivi di Twitter sono circa 100 milioni; il 50% “twittano” ogni giorno generando un volume medio di 230 milioni quotidiani.

Il dato interessante è che il 55% di accessi a Twitter avviene tramite device mobili; in Italia secondo Ipsos siamo arrivati a 20 milioni di smarphone, con una crescita nell’ultimo anno del 50%.

Le caratteristiche di Twitter lo hanno fatto diventare il canale privilegiato nella dieta mediatica degli opinion maker e di chi fa informazione. Per un giornalista un’estesa comunità di seguaci rappresenta infatti uno dei fattori di crescita della propria reputazione e dell’influenza che esercita non soltanto sulla web community, ma con il passaparola, che il web innesca, anche sull’opinione pubblica, non direttamente raggiunta dal suo account.

Infatti la peculiarità di Twitter non è quella di essere un social come Facebook, ma è più percepito dagli utenti come news network, dove tenersi aggiornati, fare informazione e condividerla.

Twitter ha un profilo più radical chic, e di sinistra rispetto a Facebook, perché è stato scelto inizialmente dalla comunità dei blogger, per la semplicità di condivisione delle informazioni che ricorda le BBS (come venivano chiamate agli albori di internet le bacheche elettroniche).
L’esperienza di Twitter è equivalente a quella di tanti giornalisti che ogni giorno nei loro monitor vedono scorrere le notizie delle agenzie, con la differenza che su Twitter si possono commentare e condividere le informazioni con la propria rete di contatti.

Qualche decennio fa fu la portatile Olivetti “Lettera 22” a rappresentare lo strumento cool ed in voga tra i giovani giornalisti, venne la volta dei videoterminali, dei computer e dei notebook, adesso è l’ora degli smartphone e dei tablets, tra cui il più diffuso è l’Ipad; a conferma del fatto che le nuove guerre si combattono con armi moderne, nuove tecnologie che permettono di raggiungere i lettori all’istante e senza il ricorso ad intermediari.

Oggi un giornalista munito di un qualsiasi smartphone, è in grado di realizzare e di montare brevi dei video da inviare alla redazione per la messa in onda e di effettuare quando è buono il segnale G3 delle dirette televisive.

C’è da aggiungere che con un uso mirato degli hashtag, parole chiave precedute da cancelletto (#), all’interno di un tweet, e riproposto da altri utenti, il ranking dell’argomento correlato aumenta. Nel caso del comunicato stampa del Ministro Gelmini del 24 settembre, il fantomatico tunnel Ginevra-Gran Sasso del neutri, è diventato #tunnelgelmini ed ha conquistato la vetta delle discussioni su Twitter.

Dal momento che Twitter è un mezzo veloce, ed una notizia in pochi minuti arriva in ogni parte del Mondo, è capitato spesso che siano state pubblicate notizie false. Verso le 23:00 del 20 settembre erano cominciati a circolare dei tweet che annunciavano un deragliamento ferroviario presso la stazione centrale di Milano. Ai primi di settembre la morte di Steve Jobs annunciata da un account Twitter di un programma della Cbsnews è costato il posto ad una giornalista.

Perciò deve rimanere elevata l’attenzione a ciò che si pubblica sui social network, verificando in primo luogo l’attendibilità delle fonti anche in considerazione al diffondersi del fenomeno del crowdsourcing. Con il giornalismo partecipativo, infatti, gli utenti con le loro testimonianze aggiornano su un determinato evento. Questo divenire d’un tratto reporter può originare la propagazione di notizie imprecise e a volte false; anzi, certe notizie false possono essere messe in circolazione di proposito per generare tensione su un avvenimento.

Un’abitudine che si avverte monitorando Twitter, è che i giornalisti più influenti si occupano troppo spesso di argomenti con un ranking più elevato, dedicano più di frequente i loro tweet ad argomenti popolari. Il motivo di questa pratica è il tentativo di accrescere rapidamente il numero di seguaci, ricevere risposte e retweet; un po’ come fanno i talk show televisivi che per inseguire l’Auditel prediligono parlare di Bunga Bunga, piuttosto che di Emergenza Somalia.

Nella classifica dei giornalisti più popolari su Twitter troviamo in prima posizione Nicholas Kristof, editorialista del New York Times e per 2 volte Premio Pulitzer, viene seguito da 1.154.301 follower. Negli ultimi mesi i suoi tweet hanno riguardato le rivolte dei paesi africani ed in M.O.
Nei giorni che hanno preceduto l’intervista al presidente iraniano Ahmadinejad, del 20 settembre, Kristof ha interrogato i suoi seguaci sui temi da proporre nell’intervista.

Per quanto riguarda il giornalismo nostrano sono sempre di più le firme che dopo aver aperto un account su Facebook, e una fanpage, spesso moderate da altre persone, stanno imparando a scrivere in Twitterese.
Ferruccio De Bortoli, su Twitter da luglio, poco incline a firmare editoriali, si sta rivelando un fervido neo blogger, arrivando a pubblicare una media di 3 tweet al giorno. Nella notte del 25 agosto, De Bortoli, tramite l’Ipad, compose un tweet relativo alla liberazione dei quattro giornalisti italiani rapiti a Tripoli, nei giorni caldi della rivolta, notizia rimbalzata dopo pochi minuti sulle agenzie e redazioni dei giornali e TV, oltre ad essere retwittata da decine di followers.
Da ottobre anche Ezio Mauro direttore di La Repubblica, ha lanciato il suo primo tweet “Frattini critica l’europa a 2 perchè merkel e sarkozy affrontano la crisi delle banche. Intanto noi ci occupiamo di Putin e intercettazioni”, ed in meno di 24 ore ha conquistato 1028 seguaci.

A guidare la classifica dei giornalisti italiani su Twitter c’è Beppe Severgnini, editorialista del Corriere della Sera, che definisce Twitter “un esercizio quotidiano di igiene mentale”. ha 97.517 followers, 2.003 tweet pubblicati a cominciare dal 19 aprile 2009. Lo scorso settembre è Severgnini stato premiato al Blogfest come il Best Tweeter 2011.
In seconda posizione troviamo Riccardo Luna con 35.976 followers e 4.392 tweet pubblicati, la cui popolarità è cresciuta tantissimo, grazie alla direzione fino a pochi mesi fa dell’edizione italiana di Wired, rivista considerata la bibbia di internet.
Con soli 158 tweet pubblicati, prevalentemente link ad altri articoli, Roberto Saviano è in terza posizione arrivando a 35.976 followers; anche se va detto che Saviano predilige la sua fanpage su Facebook che svetta a 1.423.349 iscritti.
Gianni Riotta, editorialista di La Stampa, è 4° in classifica con 32.993 followers, ma è in prima posizione tra i giornalisti twittatori avendo composto con il suo Blackberry la bellezza di 7.015 tweet, e raccontatoci da Central Park l’arrivo dell’Uragano Irene.
In 5° posizione sale Ilaria d’Amico, è la giornalista italiana più popolare su Twitter, con 22.909 followers e 640 tweet.

Giornalisti italiani con +seguaci 9/10/11
Follower (Tweets)
1) Beppe Severgnini 97.517 (2.003)
2) Riccardo Luna 35.976(4.392)
3) Roberto Saviano 35.696 (158)
4) Gianni Riotta 32.993 (7.015)
5) Ilaria D’Amico 22.909 (640)

Per rilevare quali sono i principali giornalisti italiani più influenti su Twitter abbiamo preso l’indice Klout, che è il sistema di misura più diffuso, che mediante un algoritmo, incrocia una serie di statistiche dell’account, quali il numero di seguaci e i retweets per determinare un indice a valore massimo 100 di popolarità.

Nella classifica dei giornalisti più influenti in testa troviamo il giornalista economico Fabrizio Goria che collabora con il Sole 24 ore, che raggiunge 78 punti; Luca Sofri del Post sale a 71 punti, Beppe Severgnini 70 e Ferruccio de Bortoli a 67, a seguire Gianni Riotta a 66.

Giornalisti +Influenzatori su Twitter
Klout max 100
1) Fabrizio Goria 78
2) Luca Sofri 71
3) Beppe Severgnini 70
4) Ferruccio de Bortoli 67
5) Gianni Riotta 66