gen. 2010 – Luigi Ricci su Prima Comunicazione

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 402 – gennaio 2010 – di Anna Rotili – Linee di tendenza in atto in TV

LA TOP TEN 2009 DELLA FICTION DI ANNA ROTILI

Si è appena concluso un anno molto complicato per la televisione, in cui l’esplosione della tivù digitale, trainata dagli switch off di regioni molto popolose come Lazio, Campania e Piemonte, è coincisa con la crisi finanziaria dei broadcaster per la contrazione della pubblicità.

Rai e Mediaset (ma anche Sky) si sono trovati a ripensare strategie industriali e sull’offerta e a riallineare tutti i costi e, nel tirare i cordoni della borsa, buona parte dei tagli li stanno scaricando sul prodotto e il settore produttivo.

Nel mirino è entrata principalmente la fiction che è il genere più costoso. Sia Rai che Mediaset hanno decurtato i budget e stanno imponendo una riduzione dei costi unitari. Una mannaia calata sul mondo dei contenuti da cui si vedranno gli effetti sulla programmazione già in parte nel 2010 e soprattutto nelle stagioni successive, mentre l’offerta del 2009 ne è uscita tutto sommato indenne.

Come se l’è cavata lo scorso anno la fiction trasmessa sulle reti di Rai e di Mediaset? Il résumé di fine anno che facciamo come di consueto con la collaborazione di Barometro, l’istituto di marketing di Luigi Ricci, riflette una fotografia abbastanza in linea con il 2008. Gli ascolti hanno tenuto, anzi sono in leggero aumento sull’anno precedente che aveva registrato una flessione. Certo la fiction non fa più gli ascolti di un tempo, non ci sono più i 10 milioni di spettatori e neppure gli otto.

Ma non è una novità. “C’è invece un fatto nuovo”, dice Ricci. “Il 2008 era stato l’anno dell’overdose di fiction, nel 2009 la fiction è stata meno programmata, segnale dello stato di crisi che si è aperto”.

Secondo i dati di Barometro la fiction, nell’insieme delle reti pubbliche e commerciali, ha perso 45 collocazioni e sono tornati a salire i film e i telefilm.

“Rai e Mediaset sono focalizzate sulle infrastrutture del digitale e la sfida tra le piattaforme e Mediaset, in particolare, sta spingendo molto la sua pay tv”, prosegue Ricci, “ed è naturale che col minore gettito pubblicitario i broadcaster ricalibrino i loro investimenti sui palinsesti tenuto conto che devono valorizzare anche i nuovi canali digitali.

E la fiction che è un prodotto ad alto budget, viene vissuta, in questo nuovo contesto, come un investimento meno sostenibile di prima”.

Fatta questa premessa, il racconto italiano però si riconferma un genere portante per Raiuno e Canale 5 “e quasi più strategico per l’ammiraglia commerciale”, spiega Ricci.

“Infatti guardando la graduatoria dei programmi più visti dell’anno Raiuno vince con Sanremo, con il calcio e con la fiction, Canale 5 ha solo varietà e fiction.

Ma mentre proprio nel grande cambiamento di sistema, in cui nuovi canali di genere si stanno ritagliando quote di mercato con il calcio, il cinema, i cartoni e i telefilm, diventa essenziale per la vecchia tivù generalista presidiare fiction, intrattenimento e informazione, generi che nuovi entranti non riescono ancora a penetrare”.

In base ai dati Barometro, che si riferiscono al risultato dei programmi di prima serata escludendo dal calcolo la fascia dell’access prime time, la fiction di Raiuno si rafforza leggermente.

Malgrado la rete fletta di quasi un punto in prima serata, scendendo al 22,4% e 5 milioni 130mila di ascolto medio, la fiction guadagna quasi 100mila spettatori salendo al 22,8% e 5 milioni 860mila.

A due punti di distacco dalla fiction della concorrenza che, storicamente più debole, dovendo anche sobbarcarsi un maggiore affollamento di break, cresce di circa 60mila spettatori raggiungendo il 20,7% e 5 milioni di ascolto con un leggero vantaggio sulla media di rete (4 milioni 550mila al 20,9%).

In compenso, Raiuno, con 94 prime visioni di fiction, perde 17 collocazioni, su Canale 5, se ne riducono otto per un totale di 98.

Se poi confrontiamo la performance della fiction con quella delle altre offerte pregiate, il varietà rimane stabile sull’ammiraglia commerciale e si riconferma il genere di punta per numero di serate (131) e per ascolti che si sono attestati, grazie agli immarcescibili show ‘Amici’, ‘C’è posta per te’, ‘Arcizelig’, ‘La corrida’, ‘Grande Fratello’, ‘Chi ha incastrato Peter Pan’, ‘Scherzi a parte’, sulla media di 5 milioni 40mila e il 23,7%.

Registra invece un forte rilancio l’intrattenimento di Raiuno che guadagna 600mila spettatori sul 2008 e, con un ascolto medio di 5 milioni 300mila (23,7%), si avvicina al risultato della fiction superandola nel numero di serate (109).

Un risultato dovuto al Sanremo record di Paolo Bonolis, a ‘Ti lascio una canzone’, il talent di Antonella Clerici in salsa bambini (e, detto per inciso, Canale 5 sta per lanciare con la conduzione di Gerry Scotti un format identico dopo aver scippato Roberto Cenci, il regista autore dello show della Rai) e ai ‘Migliori anni’.

In ogni caso a Raiuno tra la fiction e l’intrattenimento, prevale il calcio. Con 42 partite di Champions League e della Fifa Confederations Cup totalizza il 27,3% di share, anche se registra la perdita secca di un milione di spettatori sul 2008.

Per coprire i vuoti della minore programmazione di fiction Raiuno e Canale 5 (e in genere tutte le reti) hanno fatto ricorso a più massicce dosi di film che non godono del favore della platea televisiva.

Tra prime visioni e repliche Raiuno ha trasmesso 55 film e 82 Canale 50. Come hanno funzionato? “Rispetto al 2008 il film registra una leggera crescita su tutte e due le ammiraglie”, dice Ricci, “ma la resa è stata inferiore alla media di rete e al risultato della fiction.

Su Canale 5 sono andati meglio. Le prime visioni hanno raggiunto il 19,7% di share e ‘Il diavolo veste Prada’ è stato seguito da 7 milioni 700mila spettatori rientrando, unico film, nella classifica dei venti programmi top dell’anno.

Raiuno si sono invece fermate al 18,8%”. Se Mediaset per ottimizzare i costi concentra le storie italiane esclusivamente su Canale 5, la Rai le spalma anche su Raidue e Raitre, ma da quest’anno non si produrrà più per la seconda rete e infatti il piano di produzione 2010, varato prima di Natale dal Cda, non prevede titoli per la rete cadetta.

Ragioni di risparmio hanno motivato le decisioni aziendali, ma anche valutazioni legate alla performance.

Nel 2009 la rete ha ospitato 15 serate di fiction al 9%, un risultato in leggera crescita sul 2008 (+0,8%) ma inferiore alla media di rete (10,8%) e alla resa dei telefilm che coprono 183 collocazioni al 9,6%.

Le serie americane hanno il pregio di costare molto meno ed essere più in parte con l’identità e i target del canale. La fiction invece ha collezionato una miriade di insuccessi (l’ultimo è ‘Nebbie e delitti 3’, il poliziesco della Casanova Entertainment che in autunno ha chiuso al 6,8%) scontando il peccato originale di non aver saputo inventare un modello diverso dal prodotto costoso e anzianotto che si fa per Raiuno.

Unica eccezione, forse, lo stralunato ‘Ispettore Coliandro’ della Nauta Film che nelle quattro puntate di quest’autunno ha centrato la media del 10,9%.

Un vero peccato che non abbia un seguito. Ma la fiction rastrella magri risultati anche su Raitre che trasmette la ‘Nuova squadra’, di cui l’anno scorso sono state trasmesse 11 puntate invece delle 22 consuete. La serie prodotta da Grundy Italia al Centro Rai di Napoli ha conseguito un deludente 7,8% a fronte di una media di rete al 9,6%.

Nel caso di Raitre a vantaggio della fiction c’è il fatto che i telefilm, più che raddoppiati negli slot, sono andati peggio (7%) e, inoltre, il basso costo della serie è più compatibile con le risorse di Raitre.

Passando ora a stilare la lista dei successi e dei flop dell’anno pochissime sono state le novità, ma va da sé che in tempi di magra si preferisca andare sul sicuro, mentre vanno riequilibrandosi i pesi tra miniserie e serie lunghe. Ed è interessante notare che “tra i primi dieci titoli più visti ‘Scusate il disturbo’ figurano sei miniserie e un tv movie, che coprono 13 serate, e tre sequel ‘I Cesaroni’, ‘Un medico in famiglia’ e ‘Don Matteo’, che ne saturano quarantasette”, dice Ricci.

“Per una rete è molto più redditizio sia in termini di economia dei palinsesti che sotto il profilo dei costi costruire un grande successo seriale piuttosto che fare un exploit in due puntate”.

Fiction regina del 2009 si qualifica ‘Pinocchio’, la costosa coproduzione della Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei che, riproponendo le avventure del burattino di legno, ha tenuti incollati davanti allo schermo di Raiuno 7 milioni 600mila spettatori battendo anche il ‘Grande Fratello’ di Canale 5.

Se ‘Pinocchio’, unica fiction dell’anno a sfondare il muro dei 7 milioni, si aggiudica legittimamente la palma, il vero blockbuster è ‘I Cesaroni’, la scanzonata commedia familiare della Publispei di Carlo Bixio, che alla terza stagione di vita ha servito Canale 5 con 17 serate a una media di quasi 7 milioni (27,7%).

Ma anche Raiuno ha spopolato con i sequel. ‘Un medico in famiglia’, altro family drama di Bixio, vero mago della commedia seriale, scala il terzo posto collocandosi a un soffio dai ‘Cesaroni’, con 6 milioni 920mila spettatori al 26,7% per 13 serate.

Sesta edizione di una serie, è riuscita anche nell’intento di avvicinare a Raiuno il pubblico della famiglia giovane, proprio il target pregiato di Canale5.

Continuando a raccontare con inossidabile nonchalance le gesta del prete detective Terence Hill ‘Don Matteo 7’, l’evergreen della ditta Lux, guadagna la sesta posizione con 12 serate alla media di 6 milioni 450mila spettatori.

Raiuno primeggia anche con le miniserie a riprova che il formato delle due puntate è irrinunciabile per l’ammiraglia pubblica, usato spesso come fuoco di artiglieria contro la concorrenza.

Con ‘Pinocchio’ sono sei le miniserie Rai presenti nella classifica top.

‘Tutta la verità’, un giallo seduttivo prodotto da Sergio Silva in tandem con la Cattleya, centra il quarto posto con 6 milioni 800mila spettatori. Seguono con ascolti sopra i 6 milioni‘David Copperfield’ nella linea dei grandi romanzi adattati per la tivù da Angelo Rizzoli, la storia romantica ‘Una sera d’ottobre’, firmata da Edwige Fenech, ‘Enrico Mattei’, altro successo di Matilde e Luca Bernabei e, in decima posizione, il mélo ecologista ‘L’uomo che cavalcava nel buio’ di Alessandro Jacchia della Albatross.

Tra le miniserie di successo vanno citate anche ‘Scusate il disturbo’ – targata Grundy Italia, con Lino Banfi e Lino Toffolo – che guarda alla problematicità della terza età e ‘Lo smemorato di Collegno’, prodotto dalla Casanova di Susanna Bolchi e Luca Barbareschi, che macinano ascolti sopra i 6 milioni, e la biografia di ‘Puccini’, scritta e realizzata da Francesco Scardamaglia della Leone Cinematografica, e di Giuseppe Di Vittorio, il ‘Pane e libertà’ di Carlo Degli Esposti della Palomar, che sforano i 6 milioni.

Negli esperimenti non riusciti rientra ‘Le segretarie del sesto’, una produzione di Edwige Fenech, che aspirava a riesumare il successo di ‘Commesse’ dieci anni dopo, ma si è incagliata in una regia molto nervosa (17%). Non sarà serializzata.

Per le serie dalla pezzatura a sei serate, le due new entry sono state il ‘Commissario Manara’ della Dauphine Film di Roberta Manfredi e Alberto Simone e ‘Il bene e il male’ della Albatross. Due fiction agli antipodi. ‘Manara’, un giallo rosa con un commissario rubacuori, ha raggiunto la sufficienza (5 milioni 500mila al 20,9%) e il via libera per la seconda edizione.  Si è invece rivelata un mezzo fiasco ‘Il bene e il male’, un poliziesco duro che si è smarrito in una trama pretenziosamente complicata (16,7% di share).

E non tutto luccica sul fronte dei sequel: ‘Butta la luna 2’, il mélo dell’integrazione con Fiona May prodotto dalla Ldm di Pietro Di Lorenzo,ha perso oltre un milione di spettatori sulla prima stagione scendendo poco sopra i 5 milioni (20,5%).

E non ha funzionato ‘Medicina generale 2’, che si è arenata al15,5% ed è stata spostata su Raitre chiudendo malinconicamente il suo breve ciclo. Oltretutto i camici bianchi non sembrano graditi al pubblico dopo che tutti i tentativi fatti, da ‘Hospital Central’ a ‘Crimini bianchi’, sono stati degli insuccessi conclamati. Chi ha svettato e chi ha fallito tra i titoli di Canale 5? ‘I Cesaroni’, fuoriclasse del carnet, si commenta da solo.

Un fenomeno capace di illuminare tutta una stagione con quelle medie di ascolto ripaga Mediaset della scelta di aver perseguito prima e con maggiore determinazione della Rai, anche con diversi rovesci,la linea della lunga serialità e accredita Bixio tra i produttori di pregio del Biscione.

Ma non solo ‘I Cesaroni’,nella top ten Canale 5 si accredita anche il quinto posto con ‘Non smettere di sognare’che è stata la vera sorpresa dell’anno, seguito da 6 milioni 700mila spettatori (30,7%).

Il teen movie potenzialmente testa di serie, che racconta di giovani talentuosi e di sogni, è stato sviluppato e realizzato da autori e maestranze Mediaset negli studi di Cologno e girato con telecamera digitale ad alta definizione e senza il coinvolgimento di un produttore.

Ma Canale 5 può vantare un terzo successo a tutto tondo ed è ‘L’onore e il rispetto 2’, una mafia story fiammeggiante in sei serate che ha chiuso a una media di 6 milioni 200mila e il 24,9%, e la finale quasi al 30%, e ha dato filo da torcere a Raiuno.

Un successo che ha rilanciato l’astro di Alberto Tarallo, un produttore in esclusiva Mediaset, che ha trovato in Gabriel Garko l’interprete perfetto della sua fiction un po’ torbida e che vince anche con il thriller in una puntata (sarà serializzato) ‘So che ritornerai’ al 24% e sei milioni di media.

Non ha fatto il botto, malgrado Raoul Bova e i costi monstre, ‘Intelligence’, la serie in sei serate con cui Pietro Valsecchi della Taodue ha cercato di rinnovare il poliziesco.

‘Intelligence’ ha ottenuto un risultato più che discreto ma non all’altezza delle aspettative (5 milioni 800mila e il 23%) e, grande scacco, non ha retto lo scontro con le due miniserie di Raiuno ‘Tutta la verità’ e ‘Una sera d’ottobre’.

Alla scuderia Taodue fa capo anche l’altro debutto seriale ‘Squadra antimafia Palermo oggi’, una saga familiare mafiosa un po’ stereotipa che non ha bissato il successo del ‘Capo dei capi’ e si è attestata al 21,1% (5 milioni 600mila). Sarà un segno dei tempi, ma il prodotto Taodue, punta di lancio della produzione Mediaset, non assicura gli ascolti di una volta.

Ma, soprattutto, Valsecchi, che ha appena lanciato nelle sale cinematografiche il bomber d’incassi Checco Zalone di ‘Cado dalle nuvole’, non riesce a rimettere in palla lo stock dei serali pregiati un po’ usurati.Non esce dalla bolla negativa ‘Distretto di polizia 9’ che scende fino al 18,6% con 4 milioni 300mila spettatori.

In leggera ripresa sulla performance precedente i ‘Ris 5-Delitti imperfetti’ non raggiungono i 5 milioni di spettatori (18,7%), mentre anche la giovanilistica ‘I liceali’ scende a 4 milioni lasciando sul terreno 900mila spettatori sulla prima edizione. Un risultato un po’ striminzito anche per una serie che acchiappa i target più giovani ed è l’unica a essere sfruttata dai canali a pagamento di Mediaset Premium.

In ogni caso tutti e tre i titoli verranno riproposti e i sequel sono già in fase avanzata di scrittura e di realizzazione.

È stata invece cassata la serie hospital ‘La scelta di Laura’, che trasmessa a giugno, in zona protetta, non ha lasciato traccia (appena 3 milioni e 100mila di ascolto medio).

Tra i prodotti non completamente riusciti c’è ‘L’isola dei segreti’ della Albatross – quattro puntate di ‘giallo e paranormale’, ispirate alla fortunata fiction francese ‘Dolmen’, al 19,7% (4milioni 700mila spettatori).

Il produttore potrà rifarsi con la seconda serie che è già in scrittura.

Molto deludenti poi le quattro puntate dei poliziotti Greggio e Iacchetti (‘Occhio a quei due’) firmate dalla Cattleya (4 milioni 500mila), mentre va rubricato come vero flop ‘Il falco e la colomba’, un cappa e spada che si è incagliato a 3 milioni 600mila (14,11%) e allo stesso produttore, Guido De Angelis della Dap, va imputato anche l’insuccesso di ‘Doc West’ – l’unica miniserie del carnet –con il ritorno di Terence Hill neipanni del cowboy al 16%.

E, infine, dei molti tv movie andati in onda quali saranno serializzati? Il miglior risultato lo ha raggiunto ‘Due mamme di troppo’, esordio produttivo dell’ex direttore di Raiuno Carlo Fuscagni al 22,4% (5 milioni 500mila) ed è già in corso la realizzazione della serie.

Stesso destino per ‘Fratelli detective’ (4 milioni 700mila) ispirato al format argentino ‘Hermanos y detectives’ e si dà per certo anche il sequel di ‘Un amore di strega’ (quasi 5 milioni e 20,6%) prodotto dalla Fenech. A Cologno non ci credevano, ma il ‘pilota’ se l’è cavata meglio di altre cose più ambiziosa vincendo col 20,6% la serata.

Non avrà un futuro invece ‘Un coccodrillo per amico’

con la coppia Boldi e Mattioli, prodotto dalla Mari Film di Fabio Boldi. Insufficiente: 2 milioni 600mila al 16,1%.

A conclusione della carrellata su Rai e Mediaset non si possono tralasciare i primi tentativi produttivi di Sky e Fox, che hanno messo in onda in prima serata ‘Romanzo criminale, ‘Nel nome del male’, ‘Moana’ e ‘Il mostro di Firenze’, fiction che, oltre a un positivo riscontro della critica, hanno avuto risultati oscillanti tra 250 e 350mila spettatori.

Risultati minuscoli se paragonati alle audience milionarie generaliste, ma che sono più che positivi per la televisione a pagamento.

Per fare un ordine di grandezza serie americane osannate e di grande eco come ‘Desperate housewives’, ‘Csi’, ‘Flash forward’ quasi mai superano i 200mila spettatori. “Anche a Sky si sono accorti che la fiction è importante”, conclude Ricci, “ma fanno solo serate evento che non contribuiscono a illuminare il brand e in realtà rimangono una multisala americana a fronte di Rai e Mediaset che sono italiane al 100%”.

( Prima Comunicazione di Gennaio 2010 in edicola).