giu 2009 – Prima comunicazione: Luigi Ricci sulla fiction di primetime

Crisi di Primavera, a cura di Anna Rotili

Calano le audience, si riducono le ore di programmazione, la fiction perde appeal nei palinsesti. I risultati della primavera sono amari guardando i dati elaborati da Barometro sui trend d’ascolto di Rai e Mediaset nei primi cinque mesi dell’anno.

Su Raiuno la fiction, totalizzando una media di 5 milioni 571 mila spettatori e il 21.4% di share ha perso più di due punti (e 360 mila spettatori) sulla primavera scorsa. Esclusivamente per il fenomeno “Cesaroni” la fiction di Canale 5 con 5 milioni 679 mila di ascolto medio sorpassa invece per la prima volta la concorrenza e cresce di quasi un punto (e 370 mila spettatori) sulla primavera precedente.

La serie di Carlo Bixio, che ha chiuso il terzo ciclo di vita al 34.7%, blocca le prime undici posizioni della graduatoria delle trenta migliori serate di fiction della stagione. Aver azzeccato un successo del genere è stata una vera fortuna per Mediaset. Se togliamo “I Cesaroni”, infatti, Canale 5 è presente nella classifica solo con un episodio di “Squadra antimafia Palermo oggi”, il nuovo poliziesco di Pietro Valsecchi, al 23%. Al dodicesimo posto si piazza il primo titolo di Raiuno, “L’Uomo che cavalcava nel buio” di Alessandro Jacchia della Albatross, che ha ottenuto il 26.1% di share.

Diversamente dal concorrente commerciale, miniserie e serie Rai occupano quasi tutte le successive caselle della classifica. Gli ascolti però si sono ridimensionati. Per avere un’idea basta il raffronto con l’anno scorso quando Raiuno guidava la top ten della primavera con due miniserie sopra il 30% e altri due titoli oltre il 28%. Su Raiuno la fiction non è più regina del palinsesto. Si sono spostati i rapporti tra i generi a favore non solo del calcio (7 milioni 700 mila di ascolto medio) ma anche dell’intrattenimento. Con il trionfo di Sanremo gli show hanno portato la performance a 5 milioni 750 mila spettatori medi e il 25.3% di share dando scacco alla fiction. Non succedeva da anni.

E infine, chiaro segnale delle economi ceche si stanno facendo sui palinsesti, il genere ha perso ventotto collocazioni di prima serata sulle reti Rai e Mediaset. Canale 5 ne ha tagliate nove, quattro Raiuno, tre Raidue, mentre è sparito Raitre.

Diminuendo il Made in Italy è cresciuto il peso degli “acquisti” con un aumento dei film di prima visione (+33 collocazioni) e delle serie (+30). Con quale risultato? “Una certa flessione della fiction ha offerto il destro ai broadcaster per riproporre il prodotto straniero”, dice Luigi Ricci patron di Barometro, “che salvo qualche pellicola di prima visione non ha conseguito ascolti eclatanti sia sulle reti maggiori sia sulle piccole. I telefilm americani in particolare sono stati tutti al di sotto della media di rete”.